giuliano

domenica 5 aprile 2020

NUVOLA ROSSA (2)












































Precedente capitolo:

Della festa dei Fiori (Introduzione...) (1)















All’economia ho già dedicato tutto un capitolo, così come al Progresso. Vediamo di studiare le altre virtù negative, che indorano l’orizzonte del vecchio sano e felice.

Il giovane è per sua natura poco paziente.

Ha la pelle fina e irascibile e ogni puntura di spillo è per lui un’offesa fatta alla sua dignità e contro cui reagisce violentemente. Non offende e non vuol essere offeso; cerca la gioia e la vuole piena, festante. Ha molto da fare e non vuol esser seccato. Quando sulla via trova un seccatore o una seccatura (come un nativo e la propria Terra e Natura il quale balla alla Luna un ballo antico per essere da lui capito, non meno dal suo Dio interpretato come recitato nella Sacra Scrittura: appare un dèmone Spettro d’opposto nemico del Verbo comandato, danza mima voce udita comporre Rima, mima ed interpreta lo Spirito  di ugual Dio scritto nella stessa ugual Natura: per il giovane il quale deve sottomettere ogni Natura per sempre dominata… è solo un pazzo vecchio antiquato derelitto d’una passata Stagione della Vita tornare nel Bosco… Fiore Pianta o Foglia ne scorgeremo come decifreremo l’invisibile Sentiero…).., getta l’uno e l’altra da parte; senza badare se il suo pugno abbia fatto male a qualcuno o a qualche cosa. Non essendo paziente, non è tollerante, né indulgente; dacché la tolleranza e l’indulgenza sono figliuole legittime della pazienza.




Il vecchio invece ha imparato con una lunga e spesso dolorosa esperienza che molte seccature sono necessarie condizioni della vita, e che il volerle abbattere con la violenza è lo stesso che dare un pugno ad un tronco, che ci contende il cammino.

Il tronco rimane al suo posto e la nostra mano ne rimane ferita o storpiata. E il vecchio si guarda bene dal voler abbattere la pianta, ma la gira, continuando il suo cammino.

Il giovane quando coglie le rose è ben raro che non si punga e non ne abbia insanguinate le mani.

Il vecchio coglie le rose e non si punge mai.

La pazienza è buaggine, quando si sopportano i dolori, senza calmarli o guarirli con l’igiene della filosofia o con la terapeutica delle forze avverse.




La pazienza è virtù, quando si sopportano i dolori non sanabili né con l’igiene né con la terapia. Il lamento breve, automatico può essere il grido spontaneo e irresistibile della natura offesa; ma quando dura, è la confessione umiliante della nostra debolezza, della nostra impotenza.

È verissimo che la pazienza è resa più facile al vecchio, perché in lui è minore la sensibilità; ma non cessa per questo di essere una virtù, ch’egli è andato acquistando con lunga fatica. Egli ha anche imparato a sue spese che nulla è più prezioso del tempo e le ore o i giorni spesi nel lamentarsi sono una pura perdita del più prezioso dei capitali.

I grandi uomini hanno trasformato i loro dolori in grandi opere d’ingegno o in alti eroismi. Goethe guarisce da un amore infelice scrivendo il Werther; il Poeta non lontano da lui scrive una Poesia…

(P. Mantegazza)




 Vedi, già rosseggia e palpita
Mezzanotte! la foresta
Ed i rivi rumoreggiano,
La montagna antica è desta.

Suon di cetra dal suo grembo
E di nani allegri cori
Odi uscir, qual strano maggio
Una Selva appar di fiori.

Fiori arditi, sconosciuti,
Fronde e steli prodigiosi,
Come spinti da passione
Sorgon baldi e frettolosi.

Rose emergon, pari a fiamme
Hanno i petali vermigli,
Quai pilastri di cristallo
Al ciel spingonsi bei gigli.

Gli astri grandi come soli
Guardan giù, ansiosi, ardenti;
Nei gran calici dei gigli.
Luce piovono a torrenti.

In quello stesso Secolo, fors’anche quello successivo un Giovane approdò presso gli scogli d’una strana Deriva ove il Poeta aveva scritto la sua Poesia…




Un giorno che mi trovavo in quella regione di scogli e di mare chiamata la Punta della Cornovaglia, da dove si possono scorgere le rocce di Land’s End che corrono a precipitarsi come postiglioni nel mare, e tra una punta e l’altra lo splendore di tutti gli scalmanati cavalli dell’oceano, e non una sola abitazione umana, quel giorno diedi fine a ciò che potrei chiamare la mia inchiesta ufficiale…

Mentre mi allontanavo da quel posto, diretto verso nord, mi trovai di fronte a una casa che dava sul mare, una bella casa tipo ‘bungalow’, con un’aria davvero di abitazione marina; il suo tratto più caratteristico era un portico, o una veranda molto ampia, protetta dal piano di sopra, sporto in avanti; le pareti erano di pietra rozzamente squadrata, a strapiombo, i tetti in leggera pendenza, coperte di tegole di ardesia verde, il che ispirava un senso di forza e di riposo, accentuato dalle lunghe linee orizzontali, e a un lato della veranda c’era una torretta adibita a studio, un rifugio isolato…

E in questa casa abitai per tre settimane…




Era la casa del poeta Machen, il cui nome ricordai benissimo, non appena lo vidi; aveva sposato una bella ragazza diciottenne, evidentemente spagnola, la quale giaceva sul suo letto nell’ampia e luminosa camera da letto, a destra, sulla veranda. Sopra la sua mammella sinistra giaceva un piccolo bambino, con un ciuccio di gomma in bocca; tutt’e due erano meravigliosamente preservati come ad una nuova e più limpida vita, e lei era ancora molto bella, una fronte bianca sotto due bande di capelli corvini….

Il poeta però, non era morto con loro: era nella stanza sul retro, con un’ampia giacca di un grigio di seta, seduto alla scrivania… a scrivere un poema di una… precedente vita trascorsa… che i due avevano vissuto chissà dove…

E doveva aver scritto, come potevo vedere, a una velocità folle: c’erano fogli scritti dappertutto; alle tre del mattino, poiché sapevo che a quell’ora appunto la nube aveva raggiunto quell’estremità della… Cornovaglia, e l’aveva fermato, e l’aveva costretto a poggiare la testa sul tavolo di lavoro; probabilmente la sua giovane moglie si era addormentata prima, aspettando l’arrivo della nube; chissà quante notti aveva già passate senza dormire, e così se ne era andata a letto… con tutti i suoi ricordi con stretta al petto il suo giovane Poeta; 





...e lui forse le aveva promesso di seguirla, per morire con lei, ma nell’ostinazione di finire il suo poema aveva continuato a scrivere febbrilmente, e a fare a gara con la maledetta nube, pensando, immagino, ‘solo due strofe ancora’, finché non arrivò la cosa, e egli così come il sonno della ragione piegò la testa sul tavolo; e non credo, io anima che vaga nelle fiamme dell’Inferno, non credo di aver trovato nulla che facesse onore alla mia razza più di questo Machen, e la sua corsa contro la nube: perché è chiaro adesso  che, di questi uomini detti poeti, i migliori almeno non scrivevano per far piacere all’oscura inferiore tribù di quelli che potevano leggerli, bensì per dare alla luce quell’ardore Divino che bolle nel loro petto; è chiaro che se tutti i lettori fossero morti, i poeti avrebbero continuato a scrivere, dal momento che scrivono perché li legga Iddio……

(M.P. Shiel, La nube purpurea)











mercoledì 1 aprile 2020

PUNTE DI FRECCIA (2)










































Precedenti capitoli:

d'una Preghiera...

Prosegue ancora con...:

Affari di legno & coca (3)















Zezico Guajajara, Guardiano dell’Amazzonia, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Il suo assassinio arriva a meno di cinque mesi dall’omicidio di un altro guardiano indigeno, Paulo Paulino Guajajara.

Le circostanze della morte di Zezico sono ancora poco chiare, ma i Guardiani sono stati presi di mira senza pietà dalle potenti mafie dei trafficanti di legname che sfruttano illegalmente i preziosi legni duri del territorio indigeno Arariboia, casa degli indigeni Guajajara e dei gruppi incontattati della tribù degli Awá.

I Guardiani pattugliano la foresta per catturare i taglialegna illegali e mandarli via. È un lavoro molto pericoloso: sono già stati uccisi cinque Guardiani e i loro leader ricevono continue minacce di morte.




“Abbiamo perso un altro compagno guerriero, un uomo che difendeva la vita”,

ha commentato Olimpio Guajajara, coordinatore dei Guardiani.

“Abbiamo il cuore spezzato. Stiamo piangendo la sua morte. Proteggiamo la foresta per tutta l’umanità, ma forze potenti ci aspettano là fuori per ucciderci. Perché tutto questo? Chi di noi sarà il prossimo? L’attuale governo è brutale e il suo razzismo sta incoraggiando più violenza contro di noi. Abbiamo visto che qui regna l’impunità, ma vogliamo che sia fatta giustizia e vogliamo che le persone di tutto il mondo si schierino al nostro fianco”.

L’elezione del presidente Bolsonaro ha dato forza a trafficanti di legname, imprenditori agricoli, minatori e altri. Bolsonaro vuole infatti aprire le terre indigene allo sfruttamento e ha incoraggiato attivamente la loro invasione.




Disboscatori al lavoro nel territorio degli Awá. La deforestazione illegale potrebbe presto rendere impossibile la sopravvivenza della tribù.

 “Zezico era così pieno di energia e ha combattuto senza paura per proteggere la foresta e migliorare la vita della sua gente”,

ha dichiarato Sarah Shenker, ricercatrice di Survival che conosceva bene Zezico.

“I trafficanti di legname stanno cercando disperatamente di sbarazzarsi dei Guardiani, prendendoli di mira uno per uno. Mentre l’attenzione mediatica è focalizzata sulla pandemia da coronavirus, gli indigeni continuano a combattere in prima linea per salvare le foreste del mondo per le loro famiglie, per le tribù incontattate e per tutta l’umanità. Hanno bisogno che la gente li sostenga ovunque, ora più che mai".




Manaus (AM) - Mentre la maggior parte delle popolazioni indigene sono in isolamento sociale nei loro villaggi e comunità a causa della pandemia di malattia di Covid-19 in Brasile, le notizie hanno riacceso il clima di violenza nello stato di Maranhão. Il leader Zezico Rodrigues Guajarara, del villaggio di Zutiwa, originario dell'Arariboia, è stato trovato morto alle 12 circa (ora di Brasilia) martedì (31) su un tratto della strada Matinha, nel comune di Maranhão in Arame, a 477 chilometri da capitale São Luís.

Secondo le informazioni ottenute da Amazzonia Rea, Zezico Guajajara stava tornando al villaggio in motocicletta quando fu colpito da un fucile da caccia. Non ci sono ancora informazioni sul motivo del crimine e su chi sia l'assassino. Professore e direttore dell'Azuru Indigenous School Education Center (noto anche come Escola Zezinho Rodrigues), il leader di Guajajara era anche leader del Coordinamento della Commissione dei capi e dei dirigenti di TI Arariboia (CCOCALITIA). Zezico ha rilevato CCOCALITIA proprio questo lunedì (30).





Zezico Rodrigues è il quinto Guajajara indigeno assassinato in soli quattro mesi. Il 1° novembre, anche il guardiano della foresta Paulo Paulino Guajajara è stato assassinato all'interno di TI Arariboia. Il 7 dicembre furono uccisi i capi Firmino Prexede Guajajara, del villaggio di Silvino, di Ti Cana Brava, e Raimundo Benício Guajajara, del villaggio di Descendência, di Ti Lagoa Comprida. Il 13 dicembre, il giovane Erisvan Guajajara, di 15 anni, è stato trovato in quartier generale presso la sede del comune di Amarante.

Nel novembre 2019, Zezico Guajajara è stato intervistato dall'agenzia Amazônia Real in occasione dell'assassinio di Paulo Paulino Guajajara. Nel rapporto, riferisce sulla storia delle minacce e ha ricordato altri leader di Guajajara uccisi negli ultimi anni. Ha anche messo in evidenza le varie denunce presentate ai governi statali e federali e le richieste di punizione negli ultimi anni, senza ottenere risposte.

“Durante questo periodo abbiamo perso i guerrieri senza punizione dagli assassini. Funai conosce l'intera storia, ma ha anche sempre coperto i casi, cioè non ha chiesto ulteriori indagini. Pertanto, i taglialegna stavano riprendendo fiato, a causa della mancanza di punizione per i crimini”, ha affermato la leadership nel rapporto.




“Le minacce sono quasi contro tutti noi, leader e capi. Il governo non ha mai preso provvedimenti”, ha detto Zezico.

Il coordinamento della National Indigenous Foundation (Funai) del comune di Arame, a Maranhão, ha richiesto martedì scorso un urgente sostegno alla Segreteria di Stato della Pubblica Sicurezza (SSP) per indagare sull'omicidio. Funai a Maranhão ha anche chiesto il sostegno della polizia federale e della forza di sicurezza nazionale. Tuttavia, l'esecuzione della Forza Nazionale, come prescritto dal Ministero della Giustizia alla fine dello scorso anno, è limitata solo a un altro territorio indigeno di Maranhão, il TI Cana Brava.

Il Segretariato di Stato per i diritti umani e la partecipazione popolare di Maranhão (Sedihpop) ha dichiarato, in un comunicato stampa, che "si rammarica del fatto" e che sono già state prese misure legalmente possibili a livello statale. Sedihpopo ha riferito di aver innescato la Task Force per la protezione della vita indigena (FT-Vida), un organo del governo di Maranhão, con l'immediato dispiegamento di squadre nella terra indigena. "Allo stesso tempo, la polizia federale viene contattata per occuparsi delle indagini, data la sua competenza legale", afferma la nota.

Gli indigeni Guajajara, chiamati Tenetehára, abitano più di 11 territori indigeni sulla riva orientale del Maranhão; il più grande è l'arariboia. Hanno una storia di contatti con la società non indigena di quasi 400 anni segnati da rivolte e tragedie. Hanno una lingua che fa parte del tronco Tupi-Guarani e la loro popolazione attuale è stimata in oltre 27 mila persone.





Ricercato, l'ufficio stampa della polizia federale di Maranhão ha inviato una nota al rapporto dicendo che "per quanto riguarda la morte dell'indigeno Zezico Rodrigues Guajajara, la polizia federale è stata chiamata e indagherà sui fatti aprendo un'inchiesta della polizia".

L'ufficio stampa del Ministero della Giustizia è stato anche contattato per sapere se l'agenzia o il ministro Sérgio Moro avrebbe commentato il caso. L'advisory non ha inviato risposte al riguardo. Per quanto riguarda la richiesta della National Public Security Force, il consigliere del MJ ha affermato che "nessuna richiesta di supporto è arrivata".

In una nota pubblicata sul suo sito web, l'Indigenist Missionary Council (CIMI) ha lamentato l'omicidio e afferma che "con l'omicidio di Zezico Rodrigues, il numero di omicidi registrati contro gli indigeni del popolo Guajajara dal 2000 ha raggiunto 49-48 dei quali di loro a Maranhão e uno a Pará”.

"La situazione vissuta dal popolo di Guajajara è tragica ed esemplare in relazione al contesto di vulnerabilità a cui sono esposte molte comunità indigene in tutto il Brasile - anche quelle che vivono in terre già delimitate e, in teoria, hanno la protezione dello Stato", dice CIMI. (Collaborato con Erisvan Guajajara e Kátia Brasil)

Articolo aggiornato alle 19:25 del 31 per includere nuove informazioni.





 La missione di Amazônia Real è quella di fare giornalismo etico e investigativo, basato sui temi dell'Amazzonia e della sua gente. La linea editoriale mira a difendere la democratizzazione delle informazioni, la libertà di espressione e i diritti umani. Per garantire la difesa della libertà di stampa e della libertà di espressione, l'agenzia non riceve risorse pubbliche, non riceve risorse da persone fisiche o giuridiche coinvolte in reati ambientali, lavoro forzato, violazioni dei diritti umani e violenza contro le donne. È una questione di coerenza. Pertanto, le donazioni da parte di lettori e lettori sono molto importanti per produrre più rapporti sulla realtà dell'Amazzonia. Apprezziamo il supporto di tutti.





Egregi Signori Ministri,

vi chiedo cortesemente di sostenere i Guardiani Guajajara e il loro importantissimo lavoro per proteggere la foresta dei vicini Awá incontattati.

Le tribù incontattate sono i popoli più vulnerabili del pianeta. Senza la loro foresta, gli Awá del territorio indigeno di Arariboia saranno spazzati via.

I Guardiani Guajajara pattugliano il territorio e notificano le invasioni alle autorità. Le loro spedizioni sono efficaci, ma hanno urgente bisogno del vostro sostegno.

Per favore, adottate subito misure atte a sostenere i Guardiani e a fornire loro le risorse di cui hanno urgente bisogno: equipaggiamento e funzionari governativi che li accompagnino nei pattugliamenti.

Non c’è tempo da perdere: la sopravvivenza degli Awá di Arariboia è una questione da affrontare ora, o mai più.

Cordiali saluti,













martedì 31 marzo 2020

EPILOGO (al precedente capitolo) (19)
















































Precedenti capitoli:

Circa il Nachzehrer  (rivisitato con il V. Calmet)  (1/18)

Prosegue con una e più...:

Preghiere di Primavera.... 













Dopo aver fatto questa esposizione della mia opinione in merito alle apparizioni di angeli, demoni, anime dei morti e persino di una persona vivente ad un’altra, e dopo aver parlato di magia, di oracoli, di ossessioni e possessioni del demone, di spiriti, di stregoni e streghe, di spettri che predicono il futuro, di quelli che perseguitano le case - dopo aver dichiarato le obiezioni che vengono fatte contro le apparizioni e che hanno risposto nel modo più strano possibile, penso di poter fare una conclusione nonché breve nota deduttiva.




Concludo che, sebbene questo studio proceda ancora in condizioni di grandi difficoltà, tanto quanto il rispetto delle argomentazioni e soprattutto delle Anime ed Angeli incontrate nonché studiate, non men di Diavoli loro eterni nemici come il Male; cosa - intendo per quanto concerne la verità della realtà delle apparizioni in generale - e per quanto riguarda il modo in cui sono state addotte determinati argomenti comportano dette considerazioni finali.




Anche se non possiamo ragionevolmente impedirlo né negarlo potrebbero esserci vere apparizioni di tutti i tipi di cui abbiamo innumerevoli volte parlato, ma anche e non di meno, potrebbero esserci anche un numero considerevole di furfanti accompagnati da evoluti imbroglioni, di cattiveria, arte dei ciarlatani e moderni evoluti alchemici giochi di prestigio creati in laboratori, cui taluni si adoperano per scopi non solo squisitamente dediti all’arte della furfanteria, ma altresì per proclamare con effetto o spettro speciale una guerra di spavento, peggio ancora una dottrina, una scienza nuova, ed in cui lo Spirito Puro non è null’altro che la Vita ed il suo principio vilipeso.




Confesso scorgere difficoltà insormontabili nello spiegare i modi o proprietà delle apparizioni quando queste suscettibili al controverso indigesto intromissione giogo della materia, sia se disquisito ed ammesso da secolari studi di Filosofi antichi, sia se la moderna Teologia se ne serva per puri scopi dottrinali, ribadisco quanto precedentemente Pensato.




Come gli antichi cogitavano circa angeli demoni e anime disincarnate le quali hanno una sorta di corpo sottile e trasparente della Natura dell’aria, sia che le crediamo puramente spirituali quali Elementi di nuovo nati sottratte alla logica di ogni materia protratta nel Tempo e nello Spazio visibile, stabilisco come principio quello di spiegare la questione delle apparizioni, e per dare a questo argomento alcune regole, dovremmo...:  

Conoscere perfettamente la natura di spiriti, angeli e demoni.




Dovremmo sapere se le anime che per natura sono così spiritualizzate non hanno più alcuna relazione con la materia, ovvio e molto importante dacché ne sarebbero a loro volta corrotte e contaminate, così che la stessa che meglio le asseconda incarna e interpreta potrebbe infettare e seminare secondo dettami d’immonda (e mi ripeto, corrotta impura) materia inversamente proporzionata quanto da queste prime nel bene creato.




Ed ancora, se hanno, di nuovo, dopo questa involuta corruzione, qualsiasi nuova inattesa alleanza con un corpo aereo ivi disceso, sottile, invisibile, che governano e da cui governate ancora dopo la morte da poter esercitare nuovo potere nel corpo che una volta animavano per rianimarlo appestato in altro loco, e per spingerlo a certi movimenti, come l’anima, la qual ci anima conferendo ai nostri corpi tali impulsi come lei ritiene corretto quando però pura.




O se l’anima determinata semplicemente dalla sua volontà, come causa occasionale o secondaria, la prima causa, che è Dio, per dirla in movimento, la macchina che una volta animava, ora evoluta costruendo nuovo più complesso motore all’officina di Dio. Talché dovremmo dedurre che il progetto del Creatore comporta fini et intenti non ancora profeticamente ben tradotti, residenti o aventi asilo nell’immateriale.




Se dopo la morte l’anima conserva ancora quel potere sul proprio corpo o sopra gli altri, per esempio, via etere e altri elementi. Ed altresì se angeli divenuti demoni accennati precedentemente ad causam corruptione hanno rispettivamente lo stesso potere su corpi sublunari ed ora incarnati e materializzati - per esempio, per addensare l’aria rendendola irrespirabile, infiammarla per incenerire sia uomini che spiriti puri, produrre nuvole e tempeste; far apparire i fantasmi in esse; rovinare o conservare frutti e raccolti; far morire gli animali, produrre malattie, creare tempeste e naufragi in mare; solo anche per affascinare gli occhi e ingannare gli altri sensi peggio dei ciarlatani sopra nominati.




Infine, dovremmo sapere esattamente quale potere è posseduto da questi sostanze che supponiamo siano puramente spirituali ma in realtà se da principio lo erano ora sono assoggettate dal vincolo corrotto della materia, ed altresì e fino a che punto il potere degli angeli, demoni e anime separati dai loro grossolani corpi, si estende, per quanto riguarda le apparizioni, le operazioni e movimenti loro attribuiti al potere transitorio del tempo e materia.




Perché mentre ignoriamo il potere che il Creatore ha conferito alle anime disincarnate, o a demoni, non possiamo in alcun modo definire ciò che è miracoloso, o il contrario, corrotto, per semplice vincolo al quale può estendere, o entro il quale possono essere limitate, le operazioni naturali di spiriti, angeli e demoni. Certamente, però, possiamo stabilire quando i demoni interferiscono con gli angeli volendo suffragare l’essenza di Dio, volendo per meglio dire, negare l’essenza stessa di cui il suo Pensiero.




Quindi alla luce, o al contrario, nell’invisibilità di tutto ciò affermiamo:

Se accordiamo al demone la facoltà di affascinare i nostri occhi quando gli piace, o di disporre dell’aria in modo da formare l’aspetto di fantasma o fenomeno assoggettato ad un fantasma, o di ripristinare il movimento di un corpo che è morto ma non completamente corrotto, o di disturbare i vivi per sogni malati o rappresentazioni formidabili, non dovremmo più ammirare molte cose che ammiriamo al momento, né considerare certi miracoli cure, neppure cure miracoli, se sono solo gli effetti naturali ed il potere di anime, angeli divenuti demoni corrotte alla materia.




L’Anima prima che potremmo scorgere quale Elemento rappresenta un esempio di angelo incorrotto il quale buon Dio ci ha destinato motore del Creato. La macchina ivi posta in oggetto richiede ancora dovute analisi e sperimentazioni.

(A. Calmet)











lunedì 23 marzo 2020

ESPERIMENTI PER UN FUTURO MIGLIORE (?!) (14)






































Precedenti capitoli:

Di ciò che non è stato detto... (13/1)

Prosegue da...:

Un mercato all'altro (15)













....Indossava un respiratore purificatore d'aria in polvere (3M traspirare facilmente) con tute, grembiuli, stivaletti in Tyvek ed era a doppio guanto.

Clustering di sequenze e modellazione strutturale
Le sequenze del genoma a lunghezza intera e i domini S1 delle sequenze di aminoacidi a spillo di CoV rappresentativi sono stati scaricati da Genbank o PATRIC, allineati con ClustalX e confrontati filogeneticamente da Maximum Likelihood usando 100 bootstrap o rispettivamente con il pacchetto PhyML. L'albero è stato generato utilizzando la massima verosimiglianza con il pacchetto PhyML. La barra della scala rappresenta le sostituzioni nucleotidiche. Solo i nodi con supporto bootstrap superiore al 70% sono etichettati. L'albero mostra che i CoV sono divisi in tre distinti gruppi filogenetici definiti come α, β e γ. I cluster di sottogruppi classici sono contrassegnati come 2a – 2d per i CoV β e 1a e 1b per i CoV α. I modelli strutturali sono stati generati utilizzando Modeller (Max Planck Institute Bioinformatics Toolkit) per generare modelli di omologia per SHC014 e Rs3367 del SARS RBD in complesso con ACE2 basato sulla struttura cristallina 2AJF (identificatore PBD RCSB). I modelli di omologia sono stati visualizzati e manipolati in MacPyMol (versione 1.3).

Costruzione di virus chimerici SL

Sia i virus wild-type che quelli chimerici sono stati derivati ​​dal SARS-CoV Urbani o dal clone infettivo adattato per topo corrispondente (MA15) come precedentemente descritto. I plasmidi contenenti sequenze di picchi per SHC014 sono stati estratti mediante digestione di restrizione e legati nel plasmide E ed F del clone infettivo MA15. Il clone è stato progettato e acquistato da Bio Basic come sei cDNA contigui utilizzando sequenze pubblicate affiancate da siti unici di endonucleasi di restrizione di classe II (BglI). Successivamente, i plasmidi contenenti frammenti di genoma SARS-CoV di tipo chimerico, chimerico e SHC014-CoV sono stati amplificati, escisi, ligati e purificati. Le reazioni di trascrizione in vitro sono state quindi preformate per sintetizzare l'RNA genomico a lunghezza intera, che è stato trasfettato nelle cellule Vero E6 come precedentemente descritto 28. I media provenienti da cellule trasfettate sono stati raccolti e serviti come scorte di semi per esperimenti successivi. I virus chimerici e full-length sono stati confermati dall'analisi della sequenza prima dell'uso in questi studi. La costruzione sintetica del mutante chimerico e della SHC014-CoV a lunghezza intera sono state approvate dal Comitato istituzionale per la biosicurezza dell'Università del Nord Carolina e dal Comitato per la ricerca sull'uso del doppio uso.

Dichiarazione etica
Questo studio è stato condotto in conformità con le raccomandazioni per la cura e l'uso degli animali da parte dell'Office of Laboratory Animal Welfare (OLAW), National Institutes of Health. Il Comitato istituzionale per la cura e l'uso degli animali (IACUC) dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill (UNC, permesso numero A-3410-01) ha approvato il protocollo di studio sugli animali (IACUC n. 13-033) seguito in questo manoscritto.

Topi e infezione in vivo

Topi femmina Balb / cAnNHsD di 10 settimane e 12 mesi sono stati ordinati dagli Harlan Labs. Le infezioni da topo si sono verificate come precedentemente descritto 29. In breve, gli animali sono stati portati in un laboratorio di biosicurezza di livello 3 e lasciato acclimatarsi per 1 settimana prima dell'infezione. Per l'infezione e la vaccinazione virale attenuata dal vivo, i topi sono stati anestetizzati con una miscela di ketamina e xilazina e infettati per via intranasale quando sottoposti a sfida con 50 μl di soluzione salina tamponata con fosfato (PBS) o virus diluito con 3-4 topi per volta, per gruppo di infezione per dose come descritto nella figura legende. Per i topi individuali, le notazioni di infezione tra cui la mancata inalazione dell'intera dose, il gorgoglio dell'inoculo dal naso o l'infezione attraverso la bocca possono portare all'esclusione dei dati del topo a discrezione del ricercatore; post-infezione, non sono definiti altri criteri di esclusione / inclusione prestabiliti. Nessun accecamento è stato usato in nessun esperimento su animali e gli animali non sono stati randomizzati. Per la vaccinazione, topi giovani e anziani sono stati vaccinati mediante iniezione del footpad con un volume di 20 μl di 0,2 μg di vaccino SARS-CoV a doppia inattivazione con allume o PBS finto; i topi sono stati quindi potenziati con lo stesso regime 22 giorni dopo e successivamente sfidati 21 giorni. Per tutti i gruppi, come da protocollo, gli animali sono stati monitorati quotidianamente per rilevare segni clinici di malattia (ingobbimento, pelo arruffato, attività ridotta) per la durata dell'esperimento. La perdita di peso è stata monitorata quotidianamente per i primi 7 giorni, dopodiché il monitoraggio del peso è continuato fino a quando gli animali non hanno recuperato il loro peso iniziale iniziale o visualizzato tre giorni continui di aumento di peso. Tutti i topi che hanno perso oltre il 20% del loro peso corporeo iniziale sono stati nutriti a terra e monitorati ulteriormente più volte al giorno, purché fossero sotto il limite del 20%. I topi che hanno perso più del 30% del loro peso corporeo iniziale sono stati immediatamente sacrificati secondo il protocollo. Qualsiasi topo ritenuto moribondo o improbabile da recuperare è stato anche sacrificato umanamente a discrezione del ricercatore. L'eutanasia è stata preformata mediante sovradosaggio di isoflurano e conferma della morte per lussazione cervicale. Tutti gli studi sui topi sono stati condotti presso l'Università della Carolina del Nord (Animal Welfare Assurance n. A3410-01) utilizzando protocolli approvati dal Comitato istituzionale per la cura e l'uso degli animali dell'UNC (IACUC).

Analisi istologica

Il polmone sinistro è stato rimosso e immerso in formalina tamponata al 10% (Fisher) senza inflazione per 1 settimana. I tessuti sono stati incorporati nella paraffina e le sezioni di 5 μm sono state preparate dalla struttura centrale di istopatologia del Centro per il cancro globale Lineberger dell'UNC. Per determinare l'estensione della colorazione dell'antigene, le sezioni sono state colorate per l'antigene virale usando un anticorpo policlonale SARS-CoV anti-nucleocapside disponibile in commercio (Imgenex) e marcato in modo cieco per la colorazione delle vie aeree e del parenchima come precedentemente descritto. Le immagini sono state catturate utilizzando un microscopio Olympus BX41 con una fotocamera Olympus DP71.

Saggi di neutralizzazione dei virus

I saggi del titolo di neutralizzazione della riduzione della placca sono stati eseguiti con anticorpi precedentemente caratterizzati contro SARS-CoV come precedentemente descritto. In breve, nAbs o siero sono stati diluiti in serie 2 volte e incubati con 100 PFU dei diversi ceppi icSARS-CoV per 1 ora a 37 ° C. Il virus e gli anticorpi sono stati quindi aggiunti a una piastra da 6 pozzetti con 5 × 10 5 Vero E6 cellule / pozzetto con N ≥ 2. Dopo un'incubazione di 1 ora a 37 ° C, le cellule sono state sovrapposte con 3 ml di agarosio allo 0,8% in media. Le piastre sono state incubate per due giorni a 37 ° C e quindi colorate con rosso neutro per 3 ore e sono state contate le placche. La percentuale di riduzione della placca è stata calcolata come [1 - (n. Di placche con anticorpo / n. Di placche senza anticorpo)] × 100.

Analisi statistica

Tutti gli esperimenti sono stati condotti contrastando due gruppi sperimentali (due virus o coorti vaccinati e non vaccinati). Pertanto, differenze significative nel titolo virale e nel punteggio istologico sono state determinate dal test t di uno studente a due code in singoli punti temporali. I dati venivano normalmente distribuiti in ciascun gruppo confrontato e presentavano una varianza simile.

Biosicurezza

Sono stati avviati studi segnalati dopo che il Comitato istituzionale per la biosicurezza dell'Università del Nord Carolina ha approvato il protocollo sperimentale: Titolo del progetto: Generazione di cloni infettivi di COV simili a pipistrelli SARS; ID del piano di sicurezza del laboratorio: 20145741; Programma G ID: 12279. Questi studi sono stati avviati prima della pausa del finanziamento della ricerca sui processi deliberativi del governo degli Stati Uniti su un guadagno selezionato della ricerca funzionale che coinvolge virus influenzali, MERS e SARS (http://www.phe.gov/s3/dualuse/Documents ain-of-function.pdf) e l'attuale manoscritto è stato rivisto dall'agenzia di finanziamento, il National Institutes of Health (NIH). Il proseguimento di questi studi è stato richiesto e approvato da NIH.

Tutto il lavoro per questi studi è stato eseguito con procedure operative standard approvate (SOP) e condizioni di sicurezza per SARS-CoV, MERs-CoV e altri CoV correlati. Le nostre strutture istituzionali BSL3 CoV sono state progettate per conformarsi ai requisiti di sicurezza raccomandati in Biosicurezza nei laboratori di microbiologia e biomedicale (BMBL), Dipartimento di salute e servizi umani degli Stati Uniti, Servizio di sanità pubblica, Centri per il controllo delle malattie (CDC) e NIH. Sono stati presentati piani di sicurezza di laboratorio e la struttura è stata approvata per l'uso dal Dipartimento di salute e sicurezza ambientale (EHS) e dal CDC. L'accesso alla scheda elettronica è necessario per l'ingresso nella struttura. Tutti i lavoratori sono stati formati da EHS per utilizzare in modo sicuro respiratori ad aria purificata (PAPR), e sono in atto adeguate abitudini di lavoro in una struttura BSL3 e piani di sorveglianza medica attiva. Le nostre strutture CoL BSL3 contengono ventole ridondanti, alimentazione di emergenza per ventilatori, armadi e congelatori biologici di sicurezza e possono ospitare rack per mouse SealSafe. I materiali classificati come agenti BSL3 saranno costituiti da SARS-CoV, ceppi precursori di CoV di pipistrello, MERS-CoV e mutanti derivati ​​da questi agenti patogeni. All'interno delle strutture BSL3, la sperimentazione con virus infettivi verrà eseguita in un armadio di biosicurezza di classe II (BSC) certificato. Tutto il personale indossa scrub, PAPR, tute e grembiuli tyvek, copriscarpe e mani con doppio guanto. Gli utenti di BSL3 sono soggetti a un piano di sorveglianza medica monitorato dalla Clinica per la salute sul lavoro dei dipendenti delle università (UEOHC), che comprende una vaccinazione fisica annuale e annuale contro l'influenza, e la segnalazione obbligatoria di eventuali sintomi associati all'infezione da CoV durante i periodi in cui si lavora in BSL3. Tutti gli utenti di BSL3 sono addestrati nella gestione dell'esposizione e nei protocolli di segnalazione, sono preparati all'auto-quarantena e sono stati addestrati per la consegna sicura a un dipartimento locale di gestione delle malattie infettive in una situazione di emergenza. Tutti i potenziali eventi di esposizione sono segnalati e indagati da EHS e UEOHC, con segnalazioni presentate sia al CDC che al NIH.

Ringraziamenti

La ricerca in questo manoscritto è stata supportata da sovvenzioni dell'Istituto nazionale di allergia e malattie infettive e dell'Istituto nazionale di invecchiamento del National Institutes of Health (NIH) con i premi U19AI109761 (RSB), U19AI107810 (RSB), AI1085524 (WM), F32AI252561 (VDM), K99AG049092 (VDM); e National Natural Science Foundation of China Award 81290341 (ZLS) e 31470260 (XYG). Le culture epiteliali delle vie aeree umane sono state supportate dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Disease con il premio NIH DK065988(SHR). Gli autori riconoscono anche MT Ferris, Dipartimento di Genetica, Università della Carolina del Nord per la revisione degli approcci statistici e CT Tseng, Dipartimento di Microbiologia e Immunologia, Università del Texas Medical Branch per la fornitura di cellule Calu3. Esperimenti con virus ricombinanti SHC014 a lunghezza intera e chimerici sono stati avviati ed eseguiti prima del guadagno della pausa di finanziamento della ricerca di funzioni e da allora sono stati rivisti e approvati per lo studio continuo da NIH. Il contenuto è di esclusiva responsabilità degli autori e non rappresenta necessariamente le opinioni ufficiali del NIH.

Contributi dell'autore

VDM ha progettato, coordinato, eseguito esperimenti, completato analisi e scritto il manoscritto. BLY ha progettato un clone infettivo e recuperato virus chimerici. SA ha completato i test di neutralizzazione. LEG ha aiutato a eseguire esperimenti con il mouse, TS e JAP hanno completato esperimenti con il mouse e test sulla placca. XG ha eseguito esperimenti di pseudotipizzazione. KD ha generato cifre e previsioni strutturali. Analisi filogenetica generata da ED. RLG ha completato l'analisi dell'RNA. SHR ha fornito colture epiteliali primarie per le vie respiratorie umane. AL e WM hanno fornito reagenti anticorpali monoclonali critici. ZLS ha fornito sequenze di picchi e plasmidi SHC014. RSB ha progettato esperimenti e scritto manoscritti. Gli autori non dichiarano interessi finanziari concorrenti.




Nello studio, infatti, si descrive la creazione di un nuovo virus ottenuto combinando il coronavirus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la Sars nei topi da laboratorio. Roba che, già all’epoca, fece esplodere una furente polemica in seno alla comunità scientifica mondiale, tanto che Nature dedicò ampio spazio al dibattito fra scienziati e riportò l’allarme di moltissimi esperti rispetto ai rischi che esperimenti simili possono comportare per la sicurezza e la salute pubblica:




Un esperimento che ha creato una versione ibrida di un coronavirus di pipistrello - uno correlato al virus che causa la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) - ha innescato un rinnovato dibattito sull'opportunità di valere i rischi in caso di ingegneria di varianti di virus con possibile potenziale pandemico.

In un articolo pubblicato su Nature Medicine il 9 novembre, gli scienziati hanno studiato un virus chiamato SHC014, che si trova nei pipistrelli a ferro di cavallo in Cina. I ricercatori hanno creato un virus chimerico, costituito da una proteina di superficie di SHC014 e dalla spina dorsale di un virus SARS che era stato adattato per crescere nei topi e imitare le malattie umane. La chimera ha infettato le cellule delle vie aeree umane, dimostrando che la proteina di superficie di SHC014 ha la struttura necessaria per legarsi a un recettore chiave sulle cellule e infettarle. Inoltre ha causato malattie nei topi, ma non li ha uccisi.

Sebbene quasi tutti i coronavirus isolati dai pipistrelli non siano stati in grado di legarsi al recettore umano chiave, SHC014 non è il primo a poterlo fare. Nel 2013, i ricercatori hanno riportato questa capacità per la prima volta in un diverso coronavirus isolato dalla stessa popolazione di pipistrelli.

I risultati rafforzano i sospetti che i coronavirus di pipistrello in grado di infettare direttamente gli umani (piuttosto che prima necessitare di evolversi in un ospite animale intermedio) possano essere più comuni di quanto si pensasse in precedenza, affermano i ricercatori.

Ma altri virologi si chiedono se le informazioni raccolte dall'esperimento giustifichino il rischio potenziale. Sebbene l'entità di ogni rischio sia difficile da valutare, Simon Wain-Hobson, un virologo del Pasteur Institute di Parigi, sottolinea che i ricercatori hanno creato un nuovo virus che "cresce notevolmente" nelle cellule umane. "Se il virus fosse fuggito, nessuno avrebbe potuto prevedere la traiettoria", afferma.

Creazione di una chimera

L'argomentazione è essenzialmente una ripetizione del dibattito sull'opportunità di consentire ricerche di laboratorio che aumentino la virulenza, la facilità di diffusione o la gamma di agenti patogeni pericolosi - ciò che è noto come ricerca "guadagno di funzione". Nell'ottobre 2014, il governo degli Stati Uniti ha imposto una moratoria sul finanziamento federale di tali ricerche sui virus che causano SARS, influenza e MERS (sindrome respiratoria del Medio Oriente, una malattia mortale causata da un virus che salta sporadicamente dai cammelli alle persone).

L'ultimo studio era già in corso prima dell'inizio della moratoria americana e il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti gli ha permesso di procedere mentre era in fase di revisione da parte dell'agenzia, afferma Ralph Baric, ricercatore di malattie infettive all'Università del Nord Carolina a Chapel Hill, coautore dello studio. Il NIH alla fine ha concluso che il lavoro non era così rischioso da cadere sotto la moratoria, dice.

Ma Wain-Hobson non approva lo studio perché, dice, fornisce pochi benefici e rivela poco sul rischio che il virus SHC014 selvaggio nei pipistrelli pone agli umani.

Altri esperimenti nello studio mostrano che il virus nei pipistrelli selvatici dovrebbe evolversi per rappresentare una minaccia per l'uomo - un cambiamento che potrebbe non accadere mai, sebbene non possa essere escluso. Baric e il suo team hanno ricostruito il virus selvaggio dalla sua sequenza genomica e hanno scoperto che è cresciuto male nelle colture cellulari umane e non ha causato alcuna malattia significativa nei topi.

"L'unico impatto di questo lavoro è la creazione, in un laboratorio, di un nuovo rischio non naturale", concorda Richard Ebright, biologo molecolare ed esperto di biodefence alla Rutgers University di Piscataway, New Jersey. Sia Ebright che Wain-Hobson sono critici di lunga data della ricerca di guadagno di funzione.

Nel loro articolo, gli autori dello studio ammettono anche che i finanziatori potrebbero pensare due volte a consentire tali esperimenti in futuro. "I gruppi di revisione scientifica possono ritenere che studi simili costruiscano virus chimerici basati su ceppi circolanti troppo rischiosi da perseguire", scrivono, aggiungendo che è necessaria una discussione sul "se questi tipi di studi sui virus chimerici giustificano ulteriori indagini rispetto ai rischi intrinseci".

Ma Baric e altri affermano che la ricerca ha avuto benefici. I risultati dello studio "spostano questo virus da un candidato patogeno emergente a un pericolo chiaro e presente", afferma Peter Daszak, che è stato coautore del documento del 2013. Daszak è presidente dell'EcoHealth Alliance, una rete internazionale di scienziati, con sede a New York City, che campiona virus provenienti da animali e persone nei punti di crisi delle malattie emergenti in tutto il mondo.

Daszak concorda che gli studi che testano i virus ibridi nella coltura cellulare umana e i modelli animali sono limitati in ciò che possono dire sulla minaccia rappresentata da un virus selvaggio. Ma sostiene che possono aiutare a indicare a quali agenti patogeni dovrebbe essere data la priorità per ulteriore attenzione della ricerca.

Senza gli esperimenti, afferma Baric, il virus SHC014 sarebbe ancora visto come una minaccia. In precedenza, gli scienziati avevano creduto, sulla base della modellistica molecolare e di altri studi, che non avrebbe dovuto essere in grado di infettare le cellule umane. L'ultimo lavoro mostra che il virus ha già superato le barriere critiche, come la capacità di agganciarsi ai recettori umani e infettare in modo efficiente le cellule delle vie aeree umane, dice. "Non credo che tu possa ignorarlo." Ha in programma di fare ulteriori studi con il virus nei primati non umani, che potrebbero fornire dati più rilevanti per l'uomo.



  
Una, di fatto, la domanda che scaturiva: ne vale la pena?

La pensava così, ad esempio, il dottor Simon Wain-Hobson, virologo presso l’Istituto Pasteur di Parigi, a detta del quale non solo “occorrerebbe chiedersi seriamente se le informazioni che possiamo ricavare da studi simili valgano il rischio che potenzialmente portano con sé” ma, soprattutto,

“se ci fosse una fuga di quel virus, anche minima, nessuno potrebbe predirne la traiettoria”.

Ancora più netto il giudizio del professor Richard Ebright, biologo molecolare ed esperto di biodifesa alla Rutgers University, in New Jersey:

“L’unico impatto concreto che otteniamo da questo lavoro è la creazione, in laboratorio, di un nuovo rischio non naturale”.

E proprio quella definizione – “non-naturale” – oggi apre varchi enormi a scenari formalmente complottistici ma che, nelle ultime ore, sono sbarcati anche nel dibattito politico Usa al più alto livello, dopo che il senatore repubblicano dell’Arkansas, Tom Cotton, ha chiesto ufficialmente che il governo statunitense ottenga da quello cinese la certificazione della natura non di bio-arma del coronavirus.

Al centro dell’accusa, la presenza a Wuhan, epicentro della crisi, del famoso laboratorio di massima sicurezza – classificato P4, l’unico del genere in Cina – in cui, a detta di un reportage sempre della rivista Nature del febbraio 2017, vengono studiati gli agenti patogeni più pericolosi al mondo.

E proprio in quel laboratorio oggi lavora, dopo anni nei principali laboratori degli Stati Uniti, una delle ricercatrici che ha partecipato allo studio della discordia, la dottoressa Shi Zhengli, affiancata all’epoca nel team anche da un altro virologo cinese, Xing-Yi Ge, anch’egli con anni di esperienza sul campo negli Usa.

Ed ecco che, come mostra questa immagine, non più tardi dello scorso 20 gennaio, sempre su Nature, la dottoressa Shi Zhengli appare fra le firme di un articolo nel quale si conferma la natura di mutazione animale del virus e la diretta responsabilità del pipistrello cinese.

Insomma, lungi dal voler garantire patenti di agibilità a tesi complottiste degne del Napalm 51 di Maurizio Crozza, forse maggiore chiarezza e trasparenza da parte del governo cinese sull’intera genesi della faccenda sarebbe stata di aiuto proprio allo scongiurare del diffondersi di dietrologie parallele o teorie millenaristiche.

Anche perché, stando alla denuncia di alcuni organi di stampa cinesi, dopo la rimozione dei responsabili sanitari della provincia di Hubei, tramutatisi come nella miglior tradizione del Dragone in Monsieur Malaussène della pandemia, ora a capo dell’autorità sanitaria dell’area-epicentro sarebbe stata inviata dal governo centrale la general maggiore Chen Wei, massimo esperto nazionale di armi biochimiche per la difesa. Il suo quartier generale?

Il laboratorio P4 di Wuhan, attorniata unicamente da personale militare.

Vero? Falso? Per ora, decisamente verosimile, almeno stando alla non smentita di Pechino. Le ombre, comunque, restano. Non fosse altro per quel balzo ad orologeria e al rialzo nella contabilità dei contagiati.