giuliano

venerdì 22 maggio 2020

'UNA VISIONE' DEL FUTURO (20)










































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Di un mondo contraffatto (19)

Prosegue per...:

 ...l'Alaska (21)













Nel pomeriggio si mise a piovere e tutto divenne grigio piombo. Lui andò in anticamera, nella sua casa, e si mise il distintivo con la salamandra arancione che vi ardeva in mezzo.

Ristette poi a guardare la bocca dell’impianto di aerazione, per molto tempo.

Sua moglie, nella saletta della TV, interruppe la lettura del copione per alzare gli occhi su di lui:

‘Ehi!’

disse.

‘Perché tanto assorto?’




‘Stavo pensando a una cosa, infatti’

rispose Montag.

‘Volevo parlarti’

Una pausa.

‘Hai inghiottito tutte le compresse del sonnifero, questa notte’

‘Oh, impossibile che io abbia fatta una cosa simile’,

 disse lei, stupita.

‘Eppure il flacone era vuoto’

‘Ma è impossibile, ti dico. Perché avrei dovuto fare una cosa simile?’




‘Forse, hai preso due compresse, poi, dimenticandolo, ne hai preso altre due, e, dimentica ancora, altre due, annebbiandoti talmente che hai continuato a prenderne fino ad averne trenta o quaranta in corpo’

‘Diamine’,

osservò la donna,

‘a quale scopo dovrei ridurmi a fare una cosa tanto sciocca?’

‘È quello che mi domando anch’io’,

disse lui.

Era evidente che la donna aspettava solo di vederlo andar via.

‘Non ho fatto nulla di simile’,

disse fermamente.




‘E non lo farei nemmeno in un miliardo di anni’

‘Tanto meglio, se lo dici tu’

‘Questo è quanto la regale signora ebbe a dire’,

disse lei tornando al suo copione.

‘Che cosa c’è di nuovo oggi alla TV?’

domandò lui con aria stanca.

Questa volta ella non alzò lo sguardo dalla lettura.




 ‘Questa è una commedia che trasmetteranno sul canale pareteparete entro dieci minuti. Mi hanno spedito per posta la parte stamattina. Scrivono un lavoro con una parte mancante. È una nuova idea della TV. Quella che rimane in casa, cioè io, è la parte che manca. Quando viene il momento delle battute mancanti, tutti si girano verso di me a guardarmi dalle tre pareti ed io dico le battute. Qui, per esempio, l’uomo dice: “Che te ne pare, di tutta questa idea, Helen?”. E intanto guarda me, seduta qui, al centro del palcoscenico, vedi? E io rispondo, rispondo...’…

Tacque, seguendo col dito le righe del copione.

‘ “Oh, a me pare che sia un’idea stupenda!” Poi la commedia va avanti normalmente fino a quando l’uomo dice: “Sei d’accordo anche tu, Helen?” e io rispondo: “D’accordissimo!” Non è una cosa divertente, eh, Guy?’

Montag era sempre ritto in anticamera, e la fissava.




‘Te lo dico io che è molto divertente’,

ella disse.

‘Ma la commedia di che cosa tratta?’

‘Te l'ho detto! Ci sono questi personaggi, che si chiamano Bob, Ruth ed Helen’

‘Oh’

‘Una cosa davvero divertente. E lo sarà ancora di più quando potremo fare anche l’impianto della quarta parete. Quanto tempo ancora credi che dovremo aspettare prima di poter far portare via quella parete e installare una quarta parete TV? In fondo, la spesa non supera i duemila dollari’

‘Duemila dollari rappresentano quattro mesi della mia paga’

‘Non supera i duemila dollari’,

ribatté lei.




‘E penso che alle volte potresti anche ricordarti di me. Se avessimo anche la quarta parete, si potrebbe dire che questa camera non è più nostra, ma di ogni sorta di gente esotica. In fondo, facendo qualche piccolo sacrificio...’

‘Stiamo già facendo parecchi piccoli sacrifici per pagare la terza parete TV. L’abbiamo fatta montare solo due mesi fa, non ti ricordi?’

‘Davvero? Sono passati solo due mesi?’

Rimase a fissarlo attentamente, seduta nel salotto della TV, per un pezzo.

‘Be’, arrivederci, caro’

‘Arrivederci’,

disse Montag.

Si fermò e si volse.

‘È almeno a lieto fine, la commedia?’

‘Non lo so, perché non l’ho letta fino in fondo, i messaggini non sono aggiornati’

Le venne vicino, lesse l’ultima pagina del copione, annuì, ripiegò il fascicolo e glielo rese.

Poi uscì di casa, e si allontanò sotto la pioggia.




Una radio mormorò in qualche parte.

...la guerra può essere dichiarata da un momento all’altro. Il nostro Paese è pronto a battersi in difesa dei suoi...

La Caserma del fuoco fremette mentre un grande stormo di aerei a reazione sibilò una singola nota passando attraverso il cielo nero del mattino. Montag batté le palpebre. Beatty lo stava guardando come se fosse una statua di museo. Da un momento all’altro, Beatty poteva alzarsi per girargli intorno, toccarlo, esplorare la sua colpa e la sua sensazione di vergogna. Colpa? Che razza di colpa era quella?

‘Sta a te giocare, Montag’




...Montag guardò quegli uomini dalle facce abbronzate da mille incendi reali e diecimila fuochi immaginari, quegli uomini cui il lavoro arrossava le guance e rendeva febbrili gli occhi, quegli uomini che fissavano fermamente le fiammelle dei loro accendini di platino, accendendo le loro pipe nere eternamente in azione. Essi e i loro capelli di carbone, la fronte color fuliggine, le guance macchiate di un’ombra azzurro-cinerea, là dove si erano rasi con maggior cura; ma la loro ascendenza si vedeva chiaramente.

Montag si alzò con un sussulto, la bocca aperta.

Aveva mai veduto un incendiario che non avesse capelli neri, fronte scura, volto duro, fiero, la faccia rasa fino ad avere sfumature di un azzurro acciaio e nello stesso tempo sembrasse non rasa?

Quegli uomini erano tutti reclutati in base al loro aspetto oltre che alla loro indole?




Quel color di cenere e di fuliggine nella persona, quel perenne odor di bruciaticcio delle pipe, quel capitano Beatty che si levava fra cirro-cumuli temporaleschi di fumo di tabacco, Beatty che apriva un nuovo pacchetto di tabacco, gualcendone il cellophane con un crepitio di fuoco.

Montag guardò le carte che aveva in mano.

‘Sta... stavo pensando. All’incendio della settimana scorsa. All’uomo alla cui biblioteca abbiamo posto mano. Che fine ha fatto, quell’uomo?’

‘Lo hanno portato urlante in manicomio’

‘Eppure non era pazzo’

Beatty dispose le proprie carte in silenzio:

‘Chiunque creda di poter ingannare il Governo e noi è un pazzo’

disse infine.




‘Cercavo d’immaginarmi’

riprese Montag,

‘che cosa si deve provare, a vedere i vigili del fuoco, intendo, bruciare la nostra casa, i nostri libri’

‘Noi non abbiamo libri di sorta’

‘Ma, e se li avessimo?’

‘Tu ne hai forse qualcuno?’

E Beatty batté lentamente le palpebre.

‘No’

Montag guardò alle loro spalle la parete con le liste dattiloscritte e stampate di un milione di libri proibiti.




I loro nomi balzavano in su come lingue di fiamme, ardendo lungo gli anni sotto la sua ascia e la sua pompa che spargeva non acqua, ma cherosene.

‘No’

Ma nella sua mente un gelido vento si stava levando e soffiando dalla grata d'aerazione, a casa sua, piano piano, raggelandogli la faccia. E, ancora, rivide se stesso in un parco verdeggiante parlare a un vecchio, un uomo straordinariamente vecchio, e anche il vento che soffiava dal parco era gelido.

Montag esitò.

'Ma è... è sempre stato così? La Caserma del fuoco, il nostro servizio d’incendiarii? Oppure, una volta, molto, ma molto tempo fa...’

‘Una volta, molto tempo fa...’

lo interruppe Beatty.

‘Ma che razza di discorsi fai?’

Idiota, si disse Montag, finirai per farti scoprire.




In occasione dell’ultimo incendio, egli aveva dato un’occhiata a una riga di un libro di racconti...

‘Voglio dire’

riprese,

‘che anticamente, prima che le case fossero del tutto refrattarie agli incendi...’

Ad un tratto, parve che una voce molto più giovane e fresca parlasse per lui. Egli apriva la bocca ed era Clarisse McClellan che diceva:

‘I vigili del fuoco non domavano gli incendi, anzi che rinfocolarli e provocarli?’

‘Questa sì che è bella!’

Stoneman e Black trassero ognuno il suo libretto del regolamento, che conteneva anche brevi episodi storici dei Vigili del fuoco americani, e glieli posero aperti sotto il naso, onde Montag, che pure li aveva già letti, potesse leggere:

Si decise, nel 1790, di dare alle fiamme, nelle Colonie, tutti quei libri che si rivelassero influenzati dagli Inglesi.

Primo Incendiario: Beniamino Franklin.




Regola

N.1: Rispondere alla chiamata d'allarme immediatamente.

N. 2: Appiccare subito il fuoco.

N. 3: Bruciare tutto scrupolosamente.

N. 4: Tornare senza indugio in caserma.

N. 5: Tenersi pronti nell'eventualità di altri allarmi.

Tutti osservarono Montag.




Questi non si mosse. Suonò l’allarme. La campanella nel soffitto prese a calci se stessa almeno duecento volte.

Ed ecco a un tratto ci furono quattro sedie vuote.

Le carte caddero per terra con un fruscio di fiocchi nevosi. Il palo di bronzo vibrava ancora.

Gli uomini erano partiti. Montag s’era seduto sulla sua sedia. Sotto, il drago arancione si ridestò con una serie di colpi di tosse metallici.

Montag si lasciò scivolare lungo il palo di bronzo come un uomo in sogno.

Il Segugio Meccanico fece un balzo nel suo canile, gli occhi ch'erano tutta una fiamma verde.

‘Montag, ti sei dimenticato l’elmetto!’

(lo abbiamo bruciato!)












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