giuliano

venerdì 29 maggio 2020

THE DAY AFTER THE STORM (24)




































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The Storm (23)

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Verso il ghiacciaio Muir (26)














Nei 30 anni precedenti lo studio danese, la Groenlandia aveva sperimentato un periodo di raffreddamento, ma Broecker si rese conto che la tendenza era temporanea e che l’innalzamento dei livelli di CO2 nell’atmosfera avrebbe presto inaugurato un lungo periodo di riscaldamento globale.

Nell’agosto del 1975, la rivista Science pubblicò un articolo di Broecker,

Il cambiamento climatico: siamo sull’orlo di un pronunciato riscaldamento globale?




In questo pioneristico non men che storico articolo scientifico lo scienziato seminerà ‘serre’ di ‘mele ed arance’ quali fondamenta per i successivi studi sul cambiamento climatico…

si può affermare che l’attuale tendenza al raffreddamento lascerà il posto a un pronunciato riscaldamento indotto dall’anidride carbonica entro un decennio.

Come ha notato Real Climate (un blog per scienziati del clima) nel 2010,

L’articolo di Broecker ricorda che il ‘riscaldamento globale’ era stato effettivamente previsto prima che diventasse evidente nei registri della temperatura globale oltre un anno dopo.




Un secolo e mezzo fa, le regioni montuose erano un po’ più fredde di quanto lo siano oggi. Questi rilevamenti nei documenti storici - scritti, dipinti, documentati con le prime fotografie mostrano che i ghiacciai erano più grandi allora. Nelle Alpi svizzere, l’area per cui la documentazione disponibile risulta più dettagliata, rileva ampi ghiacciai durante la Piccola era glaciale, un episodio di abbassamento termico che dal 1300 al 1860 risulta più o meno costante.

La piccola era glaciale terminò bruscamente.

A partire dal 1860, i ghiacciai del mondo iniziarono un graduale lento progressivo ritiro che è proseguito fino ad oggi. Senza dubbio, quindi, il pianeta Terra è diventato più caldo nel secolo scorso e mezzo. Ma il contributo preciso dell’umanità ad il riscaldamento è ancora in discussione.




Insieme alla maggior parte degli scienziati dell’atmosfera, quindi nelle previsioni e prevedibilità delle oscillazioni climatiche, prende molto sul serio i risultati di simulazioni al computer che mostrano come il contributo dell’uomo dall’avvento dell’èra industriale successiva al 1860 ne abbia influenzato l’aumento nell’ultimo quarto di secolo.

Le registrazioni dei progressi e dei ritiri glaciali forniscono un indicatore accurato delle variazioni di temperatura.

Eppure come fu per il prestigioso incarico offerto dall’allora presidente Roosevelt a Muir, anche Wallace Broecker ha predetto decenni prima circa pericolosi cambiamenti climatici in atto causati dall’uomo.

È stato rapidamente riconosciuto come il padre del ‘riscaldamento globale’.




Nel 1996, il presidente Bill Clinton ha assegnato a Broecker la National Medal of Science, il più alto riconoscimento scientifico della nazione, in riconoscimento dei suoi ‘contributi pionieristici nella comprensione dei cambiamenti chimici nell’oceano e nell’atmosfera’.

Broecker ha testimoniato al Congresso ed è stato intervistato dal The New York Times, The Guardian (UK), Smithsonian Magazine, Foreign Policy , Business Week , PBS, BBC e CBC, tra gli altri. Nel 2007, è stato eletto alla Royal Society di Londra, firmando il suo nome nello stesso registro che Sir Isaac Newton ha fatto più di tre secoli fa.




Non mi dilungo su questo prestigioso scienziato e nella sua preziosa opera, la vera opera con i suoi studi per l’intero pianeta, semmai vorrei evidenziare come da allora, dal riconoscimento ottenuto, si sia consumato nel breve lasso di tempo un vero peggioramento, per taluni o tutti, dedotto in un migliore beneficio economico in cui poter misurare la falsa ottica e prospettiva del globale progresso. In verità e per il vero, in cui gli stessi scienziati e pochi illuminati politici rileveranno, chi avverso ai veri interessi del singolo, pur volendone incarnare un falso beneficio, il quale conduce in tutta la propria limitata conoscenza ad un danno maggiore di quanto la stessa scienza (compresa la sociologica e psicologica con la sua futura costante ‘nevrastenia’) possa o potrà rilevare.

Per quanto detto e non solo circa il regresso ottenuto ma anche per ciò che incarna il suddetto presunto ‘primo cittadino’, il quale porta ed incarna non solo i pandemici mali che arma, ma anche quel male ancor più antico scritto nel delirio affine e simmetrico da questo piccolo paesino donde scrivo, del razzismo.




Sapremo sconfiggere questo antico cancro dal cielo sino alla Terra!

Per ora annovero breve cronologia di come e perché nata la nostra costante Opera…

Sin dall’antichità, le persone credevano che l’attività umana potesse alterare un clima locale, ma non poteva influenzare a malapena i grandi equilibri che governavano il pianeta in generale. A poco a poco gli scienziati, aiutati da giornalisti scientifici, hanno informato la minoranza di persone istruite che la civiltà moderna potrebbe causare il riscaldamento globale, circa il nostro futuro.

All’inizio degli anni 70, la questione cominciò a interessare un pubblico più vasto. A quel punto la maggior parte delle persone aveva temuto danni a livello planetario dalla tecnologia in generale. Ora un improvviso assalto confermato dalla siccità ha suggerito che stavamo già danneggiando il clima. La questione è  dibattuta fra gli esperti i quali hanno discusso se l’inquinamento avrebbe portato al riscaldamento globale o, invece, a una terrificante nuova era glaciale.




Alla fine degli anni 70, l’opinione scientifica aveva deciso sul ‘riscaldamento’ come fu del tutto evidente circa trent’anni dopo, quando intorno all’anno 2000 – la conferma oltre del globale riscaldamento rileva e porta con se anche un futuro remoto e incerto.

Alcuni scienziati, tuttavia, hanno pubblicamente prospettato questo evidente timore per chiedere azioni concrete per evitare il riscaldamento globale, e alcuni politici hanno affrontato il problema.

Le discussioni scientifiche si sono intrecciate con accesi dibattiti politici sui costi di regolazione delle emissioni di gas serra. Le corporazioni che appoggiano i conservatori spesero ingenti somme per seminare incertezza e negare che le emissioni potessero causare gravi danni. Solo nel 2005 i media americani hanno riferito chiaramente che gli scienziati avevano apparentemente risolto la controversia, e di conseguenza la maggior parte degli americani - e non solo – è evoluta nella certezza di dover intraprendere un qualche tipo di azione utile.

Ma la questione li divise sempre più lungo linee partigiane; la negazione (oltre a tanti deleteri principi)  è diventata fondamentale nel pensiero di destra.




L’idea che le azioni dell’uomo possano influenzare un complesso così vasto è molto ripugnante per alcuni.

Ciò che gli scienziati hanno ritenuto plausibile erano semplici argomenti che agitano, senza la dovuta conoscenza in merito, oppure ancor peggio falsandola a beneficio d’una corrotta economia a breve durata non scorgendone la Cima, solo la piccola vallata con il suo paesino con cui accompagnati nei propri riti tribali conditi con gli immancabili cacciatori e nuovi pionieri, ed ove con il razzismo si accompagna e consolida il morbo della falsa prospettiva morale e storica.

La gente non ha compreso il ‘prodigio’ che intercorre circa rapporti e connessioni fra la popolazione ed i suoi bisogni, e l’industrializzazione, i quali stavano esplodendo in un modello di crescita esponenziale: tra l’inizio del XX secolo e la sua fine la popolazione mondiale sarebbe triplicata e l’uso dell’energia da combustibili fossili da parte di una persona media sarebbe quadruplicato.




Pochi giorni dopo la morte del grande scienziato, e circa cento i precedenti e successivi che lo uniscono ad un emerito suo collega riporterò breve ‘articolo’ il quale confermerà la validità di quanto ‘democraticamente’ espresso.

Due scienziati i quali entrambe hanno lasciato e lasceranno ancora nei frutti del loro lavoro saggiamente ‘seminato’ una eredità così vasta che deve essere costantemente aggiornata. E non dilungandomi, oppure ed ancor peggio, distinguendomi nella ‘caratteriale’ falsità di quei proclami ove il ‘politico’ si consolida e ‘conserva’, da ciò impropriamente detto ‘conservatore’, in difetto di conoscenza, giacché il vero ‘conservatore’ di cui si aggiorna costantemente l’opera nel beneficio della vera Storia, colui che per l’appunto vuol conservarla, più o meno come la Memoria.

‘Preservarla’ come il dono della Natura intera nella sua grande bellezza e beneficio che questa costantemente ci dona.

Oltre l’inesauribile fonte di saggezza, anche l’immancabile insostituibile principio su cui si consolida a la Vita sia materiale che spirituale d’ognuno, conservata nei geni e nella Memoria detta, per chi ne fosse sprovvisto, come il male che respiriamo e non solo pandemico frutto, ne sappia curare ed officiare il ricordo ‘in ciò e per ciò’ in cui distinguiamo e riconosciamo il suo ed altrui vero delirante pericolo!

(il curatore del blog)

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domenica 24 maggio 2020

ARMATO CON IL RICORDO D'UN AMICO SINCERO (22)



















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Viaggio in Alaska (21)

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Tempesta (23/4)













Il signor Young mi ha detto che quando era cucciolo aveva le dimensioni di un piccolo rametto di legno, gli è stato regalato a sua moglie da un cercatore irlandese a Sitka, e che al suo arrivo a Fort Wrangel fu adottato con entusiasmo dagli indiani Stickeen come una sorta di nuovo totem di buona fortuna, fu chiamato ‘Stickeen’ per la tribù e divenne il favorito, accarezzato protetto e ammirato ovunque andasse e considerato una misteriosa fonte di saggezza.

Durante il nostro Viaggio si dimostrò presto un personaggio strano, nascosto, indipendente, silenzioso. Faceva molte cose sconcertanti che attiravano la mia curiosità. Mentre navigavamo settimana dopo settimana attraverso i lunghi e intricati canali e le insenature tra le innumerevoli isole e montagne della costa, trascorreva la maggior parte dei giorni in pigra solenne ammirazione della Natura, immobile come un asceta, se pur apparentemente sembra non osservarla come se fosse assorto nel karma di un antico sogno.




Ho scoperto poi che sa sempre cosa sta succedendo, quando gli indiani stanno per sparare alle anatre o alle foche, o quando qualcosa lungo la riva attira la nostra attenzione, si riposa con il muso adagiato sul bordo della canoa, e guarda con calma come un turista con gli occhi sognanti.

E quando ci sente parlare di un approdo si sveglia immediatamente per vedere in che tipo di posto stiamo andando, prontamente salta in mare per nuotare fino alla riva non appena la canoa si avvicina alla spiaggia. Quindi, con una scossa energica per sbarazzarsi della polvere corre nel bosco per distrarsi con piccoli giochi. Ma sebbene sia il primo a uscire dalla canoa, rimane sempre l’ultimo a entrarci. Quando siamo pronti per partire non si trova mai e si rifiuta di rispondere ubbidiente alla nostra chiamata.




Scopriamo presto, tuttavia, che sebbene in quei momenti non possiamo vederlo, lui ci osserva attraverso i folti cespugli di mirtilli all’interno del bosco con occhio vigile. Non appena usciamo dal bosco arriva trotterellando lungo la spiaggia, si tuffa e nuota dietro di noi, sapendo bene che avremmo smesso di remare per portarlo dentro l’imbarcazione. Quando il piccolo vagabondo contrariato ci arriva accanto lo prendiamo e lo teniamo in braccio per farlo asciugare, ma lui scende immediatamente dalla barca.

Più lunga la nuotata meglio scorre e naviga la barca come fosse lui a condurla, ogni insegnamento che cerchiamo di imporgli non sorte alcun effetto, perché, ci accorgiamo poi, è lui il ‘maestro’: l’acqua del Fiume e il suo Spirito scopriamo ancora, una sol cosa, una sola Natura, non scorgo grande differenza fra lui ed il fiume percorso a nuoto…




Eppure nessuno di noi è stato in grado di capire per cosa Stickeen fosse davvero buono, forse perché siamo da sempre abituati a consideralo qual strumento di lavoro, come animale a noi sottomesso?

Questo limite lo avrei ben presto superato.

Sembra affrontare il pericolo e le difficoltà senza nessuna coscienza, o ciò che più comunemente nominiamo paura della Ragione, poi ho intuito un sol corpo entro e fuori dal bosco, dal Fiume, da ogni Elemento in cui assorbito come un Sogno antico; e questo sognare gli impone, quasi come precetto o comandamento impartito dai tanti Dèi pregati ogni giorno scritto nell’istinto della Natura, di mai obbedire ad un ordine del cacciatore, o tanto meno costringerlo a prendere la selvaggina a cui sparavamo.




La pietà di cui si nutre e composto pari all’equanimità costante che sembra dovuta alla mancanza di sentimento; in realtà l’èstasi troppo antica per essere appena capita o tradotta.

Le normali Tempeste sono un piacere per lui, e per quanto riguarda la semplice pioggia, vi fiorisce e sboccia come un fiore.

È una sola Natura!

Indipendentemente dai progressi che potresti fare nel comprenderlo, ti prego ‘uomo civilizzato’ non sforzarti sei troppo meschino per capirlo…

E sebbene apparentemente freddo come un ghiacciaio e impervio al pari di questo, colmo di divertimento. Ho comunque cercato di fare la sua conoscenza indovinando chi è ed èra, perché dimora un grande Albero germogliato da un ramo di Terra o Fiume che ora sporge, mentre lo percorriamo, nutrire tanta bellezza mista a coraggio che ci osserva, composto da resistenza e amore per l’avventura selvaggia.




A volte mi ricorda un piccolo cactus del deserto, fermo ed irremovibile, Stickeen al pari di Diogene, chiede solo di essere lasciato solo: un vero figlio del deserto prega la vita con solenne maestoso silenzio qual sereno ritratto della Natura intera.

La forza di carattere risiede nei suoi occhi, sembrano vecchi come le colline, giovani e selvaggi, non mi sono mai stancato di guardarli, è come guardare un paesaggio,  apparentemente piccolo racchiuso nella limitata umana prospettiva da cui sgorga un’Anima profonda.

Sono abituato a classificare piante e animali e osservo sempre più intensamente la ‘sfinge’ come uno studio interessante, ma non si può né stimare né valutare l’arguzia e la saggezza nascoste nei nostri compagni mortali ritenuti inferiori fino a quando non si manifestano con esperienze profonde, poiché attraverso la sofferenza cani e santi adempiendo al loro superiore compito divengono Perfetti.




Sulla via del ritorno dopo queste prime osservazioni ho programmato un’escursione in lungo e in largo per scoprire ancora cose più sorprendenti. Mi sveglio presto, chiamato non solo dal ghiacciaio, presente nei pensieri così come nei sogni per l’intera notte, ma da una grande tempesta e inondazione. Il vento soffia, un vento fortissimo da nord, e la pioggia cade a tamburo battente con le nuvole che promettono imminente alluvione. I principali corsi d’acqua, perenni, stanno esplodendo in alto ben al di sopra delle sponde, e centinaia di onde, ruggendo come il mare, coprono le alte pareti grigie con cascate bianche.

Avevo intenzione di preparare una tazza di caffè e una buona colazione prima di iniziare la giornata, ma quando ho sentito la tempesta e ho guardato fuori con tutta fretta sono rientrato al mio riparo; poiché le più belle lezioni della natura si trovano nelle sue tempeste, e se siamo attenti a mantenere i giusti rapporti con queste potremmo procedere sani e salvi e camminare con loro nel segreto regno dell’eterna invisibile Giustizia, là ove l’uomo non può o vuole, la Natura e Dio provvedono, rallegrandoci e nutrendoci alla ‘corte’ della loro grandezza e della segreta bellezza, non meno delle giuste opere della Natura anche quando ulula, e cantando con i vecchi norvegesi:

L’esplosione della tempesta aiuta i nostri remi, l’uragano è il nostro servitore e ci guida dove desideriamo andare.




Che un uomo accolga le tempeste per la sua musica e il suo movimento esilaranti, e che vada a vedere Dio che crea paesaggi non meno della Giustizia detta, è abbastanza ragionevole; ma quale fascino potrebbe esserci in un tempo così tremendo per un cane?

Sicuramente nulla di simile all’entusiasmo umano per lo scenario o la geologia. Comunque, arriva, all’ora di colazione attraverso una esplosione soffocante. Mi sono fermato e ho fatto del mio meglio per riportarlo indietro.

‘Adesso no’,

dissi, gridando per farmi sentire nella tempesta,

ora no, Stickeen, cosa ti succede, devi essere sciocco, questa giornata selvaggia non promette nulla di buono per entrambe. Torna al campo e tieniti al caldo, fai una buona colazione con il tuo padrone e sii ragionevole per una volta, non posso cercarti per tutto il giorno e poi questa tempesta ti ucciderà.



Ma la Natura, a quanto pare, non fa buoni affari con gli uomini, solo con pochi di loro, i quali a loro volta perdono per tutta la vita con il resto dell’intera ciurma di reietti, e dopo essermi fermato ancora, gridando un buon consiglio di avvertimento, mi accorgo che non si è mosso…

Ora qual pietoso viandante mi fermo lì muto come il vento, inzuppato e sbattendo le palpebre, e ripetendo con ossesso:

Dove andrai io verrò con te.

Poi abbiamo lottato insieme…









venerdì 22 maggio 2020

'UNA VISIONE' DEL FUTURO (20)










































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Di un mondo contraffatto (19)

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 ...l'Alaska (21)













Nel pomeriggio si mise a piovere e tutto divenne grigio piombo. Lui andò in anticamera, nella sua casa, e si mise il distintivo con la salamandra arancione che vi ardeva in mezzo.

Ristette poi a guardare la bocca dell’impianto di aerazione, per molto tempo.

Sua moglie, nella saletta della TV, interruppe la lettura del copione per alzare gli occhi su di lui:

‘Ehi!’

disse.

‘Perché tanto assorto?’




‘Stavo pensando a una cosa, infatti’

rispose Montag.

‘Volevo parlarti’

Una pausa.

‘Hai inghiottito tutte le compresse del sonnifero, questa notte’

‘Oh, impossibile che io abbia fatta una cosa simile’,

 disse lei, stupita.

‘Eppure il flacone era vuoto’

‘Ma è impossibile, ti dico. Perché avrei dovuto fare una cosa simile?’




‘Forse, hai preso due compresse, poi, dimenticandolo, ne hai preso altre due, e, dimentica ancora, altre due, annebbiandoti talmente che hai continuato a prenderne fino ad averne trenta o quaranta in corpo’

‘Diamine’,

osservò la donna,

‘a quale scopo dovrei ridurmi a fare una cosa tanto sciocca?’

‘È quello che mi domando anch’io’,

disse lui.

Era evidente che la donna aspettava solo di vederlo andar via.

‘Non ho fatto nulla di simile’,

disse fermamente.




‘E non lo farei nemmeno in un miliardo di anni’

‘Tanto meglio, se lo dici tu’

‘Questo è quanto la regale signora ebbe a dire’,

disse lei tornando al suo copione.

‘Che cosa c’è di nuovo oggi alla TV?’

domandò lui con aria stanca.

Questa volta ella non alzò lo sguardo dalla lettura.




 ‘Questa è una commedia che trasmetteranno sul canale pareteparete entro dieci minuti. Mi hanno spedito per posta la parte stamattina. Scrivono un lavoro con una parte mancante. È una nuova idea della TV. Quella che rimane in casa, cioè io, è la parte che manca. Quando viene il momento delle battute mancanti, tutti si girano verso di me a guardarmi dalle tre pareti ed io dico le battute. Qui, per esempio, l’uomo dice: “Che te ne pare, di tutta questa idea, Helen?”. E intanto guarda me, seduta qui, al centro del palcoscenico, vedi? E io rispondo, rispondo...’…

Tacque, seguendo col dito le righe del copione.

‘ “Oh, a me pare che sia un’idea stupenda!” Poi la commedia va avanti normalmente fino a quando l’uomo dice: “Sei d’accordo anche tu, Helen?” e io rispondo: “D’accordissimo!” Non è una cosa divertente, eh, Guy?’

Montag era sempre ritto in anticamera, e la fissava.




‘Te lo dico io che è molto divertente’,

ella disse.

‘Ma la commedia di che cosa tratta?’

‘Te l'ho detto! Ci sono questi personaggi, che si chiamano Bob, Ruth ed Helen’

‘Oh’

‘Una cosa davvero divertente. E lo sarà ancora di più quando potremo fare anche l’impianto della quarta parete. Quanto tempo ancora credi che dovremo aspettare prima di poter far portare via quella parete e installare una quarta parete TV? In fondo, la spesa non supera i duemila dollari’

‘Duemila dollari rappresentano quattro mesi della mia paga’

‘Non supera i duemila dollari’,

ribatté lei.




‘E penso che alle volte potresti anche ricordarti di me. Se avessimo anche la quarta parete, si potrebbe dire che questa camera non è più nostra, ma di ogni sorta di gente esotica. In fondo, facendo qualche piccolo sacrificio...’

‘Stiamo già facendo parecchi piccoli sacrifici per pagare la terza parete TV. L’abbiamo fatta montare solo due mesi fa, non ti ricordi?’

‘Davvero? Sono passati solo due mesi?’

Rimase a fissarlo attentamente, seduta nel salotto della TV, per un pezzo.

‘Be’, arrivederci, caro’

‘Arrivederci’,

disse Montag.

Si fermò e si volse.

‘È almeno a lieto fine, la commedia?’

‘Non lo so, perché non l’ho letta fino in fondo, i messaggini non sono aggiornati’

Le venne vicino, lesse l’ultima pagina del copione, annuì, ripiegò il fascicolo e glielo rese.

Poi uscì di casa, e si allontanò sotto la pioggia.




Una radio mormorò in qualche parte.

...la guerra può essere dichiarata da un momento all’altro. Il nostro Paese è pronto a battersi in difesa dei suoi...

La Caserma del fuoco fremette mentre un grande stormo di aerei a reazione sibilò una singola nota passando attraverso il cielo nero del mattino. Montag batté le palpebre. Beatty lo stava guardando come se fosse una statua di museo. Da un momento all’altro, Beatty poteva alzarsi per girargli intorno, toccarlo, esplorare la sua colpa e la sua sensazione di vergogna. Colpa? Che razza di colpa era quella?

‘Sta a te giocare, Montag’




...Montag guardò quegli uomini dalle facce abbronzate da mille incendi reali e diecimila fuochi immaginari, quegli uomini cui il lavoro arrossava le guance e rendeva febbrili gli occhi, quegli uomini che fissavano fermamente le fiammelle dei loro accendini di platino, accendendo le loro pipe nere eternamente in azione. Essi e i loro capelli di carbone, la fronte color fuliggine, le guance macchiate di un’ombra azzurro-cinerea, là dove si erano rasi con maggior cura; ma la loro ascendenza si vedeva chiaramente.

Montag si alzò con un sussulto, la bocca aperta.

Aveva mai veduto un incendiario che non avesse capelli neri, fronte scura, volto duro, fiero, la faccia rasa fino ad avere sfumature di un azzurro acciaio e nello stesso tempo sembrasse non rasa?

Quegli uomini erano tutti reclutati in base al loro aspetto oltre che alla loro indole?




Quel color di cenere e di fuliggine nella persona, quel perenne odor di bruciaticcio delle pipe, quel capitano Beatty che si levava fra cirro-cumuli temporaleschi di fumo di tabacco, Beatty che apriva un nuovo pacchetto di tabacco, gualcendone il cellophane con un crepitio di fuoco.

Montag guardò le carte che aveva in mano.

‘Sta... stavo pensando. All’incendio della settimana scorsa. All’uomo alla cui biblioteca abbiamo posto mano. Che fine ha fatto, quell’uomo?’

‘Lo hanno portato urlante in manicomio’

‘Eppure non era pazzo’

Beatty dispose le proprie carte in silenzio:

‘Chiunque creda di poter ingannare il Governo e noi è un pazzo’

disse infine.




‘Cercavo d’immaginarmi’

riprese Montag,

‘che cosa si deve provare, a vedere i vigili del fuoco, intendo, bruciare la nostra casa, i nostri libri’

‘Noi non abbiamo libri di sorta’

‘Ma, e se li avessimo?’

‘Tu ne hai forse qualcuno?’

E Beatty batté lentamente le palpebre.

‘No’

Montag guardò alle loro spalle la parete con le liste dattiloscritte e stampate di un milione di libri proibiti.




I loro nomi balzavano in su come lingue di fiamme, ardendo lungo gli anni sotto la sua ascia e la sua pompa che spargeva non acqua, ma cherosene.

‘No’

Ma nella sua mente un gelido vento si stava levando e soffiando dalla grata d'aerazione, a casa sua, piano piano, raggelandogli la faccia. E, ancora, rivide se stesso in un parco verdeggiante parlare a un vecchio, un uomo straordinariamente vecchio, e anche il vento che soffiava dal parco era gelido.

Montag esitò.

'Ma è... è sempre stato così? La Caserma del fuoco, il nostro servizio d’incendiarii? Oppure, una volta, molto, ma molto tempo fa...’

‘Una volta, molto tempo fa...’

lo interruppe Beatty.

‘Ma che razza di discorsi fai?’

Idiota, si disse Montag, finirai per farti scoprire.




In occasione dell’ultimo incendio, egli aveva dato un’occhiata a una riga di un libro di racconti...

‘Voglio dire’

riprese,

‘che anticamente, prima che le case fossero del tutto refrattarie agli incendi...’

Ad un tratto, parve che una voce molto più giovane e fresca parlasse per lui. Egli apriva la bocca ed era Clarisse McClellan che diceva:

‘I vigili del fuoco non domavano gli incendi, anzi che rinfocolarli e provocarli?’

‘Questa sì che è bella!’

Stoneman e Black trassero ognuno il suo libretto del regolamento, che conteneva anche brevi episodi storici dei Vigili del fuoco americani, e glieli posero aperti sotto il naso, onde Montag, che pure li aveva già letti, potesse leggere:

Si decise, nel 1790, di dare alle fiamme, nelle Colonie, tutti quei libri che si rivelassero influenzati dagli Inglesi.

Primo Incendiario: Beniamino Franklin.




Regola

N.1: Rispondere alla chiamata d'allarme immediatamente.

N. 2: Appiccare subito il fuoco.

N. 3: Bruciare tutto scrupolosamente.

N. 4: Tornare senza indugio in caserma.

N. 5: Tenersi pronti nell'eventualità di altri allarmi.

Tutti osservarono Montag.




Questi non si mosse. Suonò l’allarme. La campanella nel soffitto prese a calci se stessa almeno duecento volte.

Ed ecco a un tratto ci furono quattro sedie vuote.

Le carte caddero per terra con un fruscio di fiocchi nevosi. Il palo di bronzo vibrava ancora.

Gli uomini erano partiti. Montag s’era seduto sulla sua sedia. Sotto, il drago arancione si ridestò con una serie di colpi di tosse metallici.

Montag si lasciò scivolare lungo il palo di bronzo come un uomo in sogno.

Il Segugio Meccanico fece un balzo nel suo canile, gli occhi ch'erano tutta una fiamma verde.

‘Montag, ti sei dimenticato l’elmetto!’

(lo abbiamo bruciato!)