giuliano

venerdì 21 luglio 2017

DE UMBRA CICERONIS (Seconda parte)










































Precedenti capitoli:

De Umbra Ciceronis (1)














Uno scambio incessante, indispensabile immutabile ed immutato, perché è la vita.

Così mi accingo alla costruzione di questo Tomo in nome della Vita il quale pongo nell’insieme degli altri Tomi donde deriva e al di sopra di quelli non per superarli ma ravvivarne l’humus dell’intero bosco.

Ma siamo soggetti a molti rischi a troppi inganni…

Fra l’inizio e la fine ci sono dei perché come le punteggiature o virgole all’interno di un discorso. Più che di certi punti esclamativi, questi sono riduttivi. Mentre coloro che si soffermano su degli stili di vita, e modellano grazie ad essi tutta l’esistenza non convergono a degli interrogativi, bensì a delle pause più o meno lunghe negli intermezzi della frase, del discorso, dell’opera che si accingono a compiere ogni giorno fra quell’inizio e la certa (??) fine.

Si soffermano senza proseguire nel cammino, non compiono sforzi intellettivi per andare alla fonte della retta che corre da - A - e arriva a - B - .
Si sottomettono senza porsi in discussione ad infinite costruzioni dove trovano significato per la propria esistenza e quella degli altri, certi di essere alla fonte dei perché. Non si accorgono invece di essere fermi in interminabili pause storiche, che con il proprio operato tendono a ricomporre con puntuale precisione. Quante volte sottoponendoci alla umiliante visione (per l’essere umano evoluto) delle notizie che ogni giorno ci giuncono a conferma di questa teoria, ci accorgiamo che le pause, le punteggiature, le virgole tendono ad essere costanti insormontabili per il giusto progredire dell’essere umano. E tutti coloro che si dilettano in questo modo a concepire la grammatica della nostra esistenza, ne rallentano in verità la vera ascesa.





Così in questo spazio MULTIDIMENSIONALE ci accorgiamo che in realtà la  percezione tende a trascurare, per nostro limite, altre dimensioni. Quando immaginiamo una scala, in senso prettamente metafisico, tocchiamo per il vero le ragioni della fisica. Ma dobbiamo adoperare un’immagine surreale, che non corre verso l’alto, ma bensì cerca di distaccarsi da quel giogo di gravità (intesa questa sia in termine fisico che culturale) a cui siamo sottoposti.

Se pensiamo l’uomo, la storia da lui creata e lo spazio occupato (con i risultati raggiunti da quando riscontriamo i segnali della sua presenza) su questa terra, ci accorgiamo che per rispondere ad alcune domande circa il suo operato dobbiamo rivolgerci ad altre scienze. Sia i risultati ed i traguardi raggiunti, sia le nefandezze compiute nei secoli possono essere spiegati con le scienze che conosciamo, così siamo sicuri dire e pensare fra una pausa e l’altra. Vi sono in realtà insufficienti argomentazioni attendibili circa i temi trattati da talune discipline per svelare la natura umana: dobbiamo cercare, così come faremmo nel cosmo, altri fattori per spiegare la vera essenza e provare a comprenderne le leggi che ne determinano lo sviluppo, il  carattere, l’indole.

…E procedere quindi alla costruzione o almeno al lavoro di cui legittimi eredi di un più probabile Dio impediti nell’Opera cui la Natura conosce la propria spirale specchio dell’intero Suo Universo…
(Da una lettera di Aldo…)




…La peste dello straccio iniziò a sconvolgere il mondo dei collezionisti verso il…

Un bacterio di origine incerta proveniente da chissà dove incominciò a diffondersi nel mondo occidentale, affettando ogni foglio di carta di stracci, e cioè ogni libro prodotto dal tempo di Gutenberg sino a circa la metà del XIX secolo, quando era entrata in uso la carta prodotta dalla cellulosa.
Una notevole beffa della sorte, perché sino ad allora era la carta prodotta dal legno che veniva considerata deperibile nell’arco di settant’anni, mentre in deperibile era considerata (e a giusto titolo) la carta prodotta dagli stracci. Ma già da tempo editori di tutto il mondo stavano producendo libri di pregio su ‘acid free paper’, e la carta da legno stava affermandosi come abbastanza capace di sopravvivere nel corso degli anni, tenendo testa a quella fresca e crocchiante dei più freschi incunaboli.
Così la situazione si stava però totalmente rovesciando: non solo la carta da legno diventava inattaccabile dal tempo, ma quella che costituiva la gloria degli stampatori dei secoli precedenti, nelle biblioteche di tutto il mondo civile, si stava letteralmente polverizzando sotto l’azione funesta del famigerato batterio…
(U. Eco)




…Possiamo solo consolarci del fatto che la completa devastazione non sia del tutto avvenuta. Cioè che l’annunciata Apocalisse non sia del tutto sopraggiunta anche se nel ricordo antico di un torchio rimembriamo l’antica avvisaglia contando i segni ed i numeri di una sicura fine… decifrati ed afflitti verso un Dio annunciare castigo e punizione per aver osato troppo sempre più di tanto di quanto concesso e permesso a quell’uomo evoluto e del tutto inconsapevole circa la meschina piccolezza e bassezza per ogni materiale conquista che non sia certezza di Natura…

La distruzione del mondo vivente dovuta alle normali attività umane quotidiane è, invece, come annunciato, già in atto!

Infatti stanno uccidendo soprattutto la vita non umana, ma sempre più spesso stanno anche causando la morte dei cosiddetti umani. E ciò sta accadendo semplicemente perché stiamo sommergendo il graduale degrado del pianete sotto i nostri consumi (quindi alla materia detta).

Stiamo sterminando i non umani e distruggendo i loro habitat nell’inutile tentativo di alimentare e sostenere la vita umana.




Stiamo trasformando le praterie, le foreste pluviali e le paludi in deserti sterili. Aumentando più il controllo sulla Natura al fine di migliorare l’esistenza umana, per ironia della sorte, stiamo progressivamente impoverendo la qualità della nostra stessa vita.

Ogni umano consuma nel corso della vita molte più risorse ed energia di quanto non facesse un tipico raccoglitore del periodo preagricolo. Ad esempio, se si considerano le risorse e l’energia prelevate dall’ambiente in una settimana da un occidentale medio per la propria casa, le proprie automobili ed il proprio stile di vita, esse molto probabilmente supererebbero di gran lunga quelle consumate da un raccoglitore del Paleolitico in un anno intero.
Se definiamo l’utilizzo dell’energia e delle risorse in termini di domanda individuale, possiamo calcolare quanto l’umanità attuale pesi sul pianeta. Se calcoliamo la domanda individuale media in tutti i Paesi del mondo, dai più ricchi ai più poveri, possiamo farci un’idea di quanto maggiore sia l’impronta ecologica di un essere umano oggi rispetto a quella di un individuo di 10mila anni fa, o solo di 500 anni fa.
Confrontando lo stile di vita di un occidentale medio rispetto al suo consimile del Bangladesh il rapporto è di uno a 50, cioè 50 volte superiore rispetto al terzomondista.

Fintanto che aumentano in maniera vertiginosa sia la popolazione umana che le sue irrinunciabili richieste, sempre più terre saranno sfruttate. Sempre più Natura annientata. Sempre più risorse verranno consumate, sempre più habitat naturali distrutti e sempre più vite non umane annientate.
Intere specie animali e vegetali stano estinguendosi come risultato diretto dell’intensificazione del pianeta. Ci sono sempre state estinzioni di specie dovute a cause naturali, ma quelle attuali causate dall’uomo stanno succedendosi ad una velocità parecchie centinaia di volte superiore rispetto al passato. Stiamo estinguendo specie ad un ritmo molto più elevato di quello con cui la Natura è in grado di produrne di nuove.
Alcuni biologi sostengono che stiamo bloccando l’evoluzione.




Che cosa stanno facendo?

Grazie alla spinta baconiana ad utilizzare scienza e tecnica per ‘migliorare la condizione umana’, stanno rapidamente distruggendo la nostra e vostra ‘condizione’, ovvero l’intero mondo che ci circonda.

Sicuramente è giunto il momento di ripensare l’ideologia del dominio…

Oggi rispetto al comune passato disponiamo di un’ideologia del dominio estremamente aggressiva, e viste le condizioni di progressivo degrado del mondo che ci circonda, è molto probabile che in futuro l’ideologia del dominio diventi ancora più aggressiva: cieca ed aggressiva, dato che i suoi fedeli sponsor e sostenitori continuano a indicarla come strumento utile per affrontare l’attuale crisi umana, sociale e ambientale.

Quindi non c’è da stupirsi se il suo comportamento sarà quello rilevato e rivelato nei libri di Storia circa il libero arbitrio perseguitato, e circa la visione di un  Primo o Secondo Dio pregato…

State pur certi che l’inquisitore e con lui l’ortodossa dottrina ben custodita…

State pur certi di riconoscere medesimo passo e Opera donde il rogo regnerà sovrano reclamare la morte dell’Eretico e con lui di ogni Verità perseguitata…

State pur certi la Storia compiere medesimo enunciato pur annunciandosi evoluta nella nuova tortura…

State pur certi la Verità confusa e barattata al Tempio di un medesimo Tempo nato… comporre Spazio e materia rinnegare e sacrificare ogni Principio e Dio…




Quindi è assolutamente necessario convincere la maggioranza dell’umanità che l’ethos dell’ideologia del dominio non rappresenta l’ordine naturale del mondo, e per quanto antica e radicata possa essere, anche questa falsa ideologia, ebbe un inizio e, dunque, può conoscere una fine.

Che sia una nuova Apocalisse non c’è poi tanto da stupirsene….

Che sia l’inizio della fine non c’è poi da meravigliarsene…

…Che sia la copertina di un antico Tomo già scritto e stampato non fa poi tanta meraviglia e chi Eretico per sua Natura scrutare Diavolo e Dio all’opposto di come la miniatura cingere l’ordine del dominio come sempre pregato…
(J. Mason)

     

    











                  

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