giuliano

lunedì 17 agosto 2026

INTANTO DALL'ALTRA PARTE DEL "MURETTO"






 


 

Un tribunale della città russa di Pskov ha condannato questo lunedì l’oppositore antibellicista Lev Shlosberg, vicepresidente del partito Yabloko, a 11 anni e un mese di prigione per aver discreditato e diffuso informazioni false sulle Forze Armate russe nel contesto della guerra in Ucraina.

 

La formazione, esclusa dalla Corte Suprema dalle prossime elezioni legislative di metà settembre per finanziamenti esteri, ha comunicato sui social media che ricorrerà contro la sentenza nei confronti di Shlosberg.

 

Oltre alla pena detentiva, gli è stata imposta un’inibizione di sei anni per partecipare ad attività legate a siti web, forum, chat e gruppi online.

 

La Procura aveva richiesto una condanna di 12 anni e un mese di prigione per aver discreditato e diffuso informazioni false sull’Esercito, in applicazione degli articoli 280 e 207 del Codice Penale russo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale TASS.

 

Il tribunale ha tenuto conto di una condanna precedente: nel novembre 2025 è stato condannato a 420 ore di lavoro comunitario per aver violato i suoi obblighi come ‘agente straniero’ dopo la sua inclusione in quella lista nel giugno 2023.

 

Il dirigente, che occupa anche la vicepresidenza di Yabloko nella sezione regionale di Pskov, è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari quando è stata aperta la causa per aver discreditato l’Esercito, sebbene successivamente sia stato inviato in custodia cautelare accusato di aver diffuso ‘informazioni false’.

 

I procedimenti hanno origine in un dibattito con uno storico in cui l’oppositore si è espresso contro la guerra in Ucraina e nella successiva ripubblicazione sui suoi social media della copertina di un giornale britannico critico nei confronti del presidente russo, Vladimir Putin, per il conflitto con Kiev. 

(Democrata)




Il 30 luglio 1963, Lev Shlosberg, figura pubblica e politica, attivista per i diritti umani e uno dei leader del partito Yabloko, nacque a Pskov da una famiglia di insegnanti. Festeggiò il suo 63° compleanno in un centro di detenzione preventiva.

 

Se ai bambini bisogna insegnare ad amare la propria patria, significa che la patria non ama i suoi figli.

 

Insegnante, editore, Pskov ‘Yabloko’

 

Shlosberg si è laureato in storia presso l’Istituto Pedagogico di Pskov. Ha lavorato come insegnante di scuola materna e come educatore in una scuola professionale. Dal 1985 al 1987 ha prestato servizio nelle forze missilistiche in Transcaucasia, nei pressi di Tbilisi.

 

Negli anni ’90, ha aperto il Centro di progetti sociali Vozrozhdenie e ha fondato l’Istituto Libero di Pskov, un'organizzazione non governativa. Nel 1996, ha diretto la sezione regionale di Yabloko ed è stato presidente della Camera Civica di Pskov.

 

Nei primi anni 2000, Shlosberg iniziò a pubblicare il quotidiano regionale ‘Pskovskaya Guberniya’. Tra le sue pubblicazioni più importanti figurava un’inchiesta sulla morte dei paracadutisti di Pskov in Ucraina nel 2014. In seguito a questa pubblicazione, Shlosberg fu aggredito da tre ignoti. 

 

‘Una legge vile e barbara’

 

Dal 1995, Lev Schlossberg si è candidato per il partito Yabloko a tutte le elezioni della Duma di Stato. È diventato una figura di spicco della politica federale nel 2012. In quell’occasione, è stato l’unico membro dell’Assemblea legislativa di Pskov a esprimersi contro la ‘Legge Dima Yakovlev’, che vietava ai cittadini americani di adottare bambini dalla Russia. Schlossberg definì la legge ‘vile’ e ‘orribile’. Un video del suo discorso è stato visto da quasi 150 persone.

 

Ci è stato offerto di partecipare a questa questione.

 

Chiunque abbia votato a favore di questa legge si rende colpevole della morte di un bambino che il sistema di assistenza sociale non è riuscito a curare. La partecipazione a questo atto vile è un impegno per tutta la vita.

 

Rifiuto di registrazione e perdita del mandato

 

Nel 2014, a Shlosberg fu negata la registrazione per le elezioni governative dell’Oblast di Pskov, presumibilmente per mancanza di firme, il cui accesso era stato bloccato da candidati ‘di disturbo’. È stato eletto due volte all’Assemblea dei deputati della regione di Pskov.

 

Nel 2015, gli fu revocato l’incarico per un motivo formale: la sua partecipazione a una causa legale contro l’inserimento del Centro Vozrozhdenie nel registro degli ‘agenti stranieri’. Shlosberg stesso considerò questa revoca una vendetta per le sue ‘guerre’ con il governatore della regione di Pskov, Andrei Turchak, ora a capo della Repubblica dell’Altai.

 

Nel 2019, dopo l’adozione della legge sul disprezzo per l’autorità, propose un disegno di legge ‘speculare’ per punire i deputati che mancavano di rispetto ai cittadini.

 

L’ex responsabile sanitario russo, il signor Onishchenko, consigliava ai pensionati di limitare l’assunzione di cibo, poiché ciò favorisce una migliore salute. ‘Mangiate di meno’, affermava il signor Onishchenko, che guadagna diversi milioni di rubli all’anno. E ricordate le sue altre memorabili citazioni? ‘Lo Stato non ha chiesto ai vostri genitori di mettervi al mondo’, ‘Si diventa più belli solo con 1500 rubli’ e ‘La pasta costa poco ovunque’.

 

Guerra, ‘agenti stranieri’ e casi penali

 

Nel 2021, Lev Shlosberg è stato multato per aver organizzato una protesta a sostegno di Alexei Navalny a Pskov. Sei mesi dopo, gli è stata impedita la candidatura alle elezioni della Duma di Stato a causa del suo ‘coinvolgimento nelle attività della Fondazione Anticorruzione’.

 

Nel febbraio 2022, condannò la guerra in Ucraina. In seguito, criticò gli emigrati che avevano appoggiato l'invasione delle regioni di confine russe da parte delle forze armate ucraine.

 

La Russia è un paese perfettamente preparato al fascismo.

 

In Russia, il popolo della guerra ha prevalso sul popolo della pace.

 

Nel giugno 2023, Shlosberg è stato aggiunto alla lista degli ‘agenti stranieri’. Nell’ottobre 2024, la sua casa e quella del padre novantacinquenne sono state perquisite in relazione a un procedimento penale per evasione dagli obblighi previsti per gli ‘agenti stranieri’. Nel luglio 2024, è stato multato per aver ‘screditato’ l’esercito ripubblicando un videomessaggio di Arnold Schwarzenegger, diffuso nel marzo 2022.

 

Nell’estate del 2025, è stato aperto un secondo procedimento penale contro Shlosberg per aver nuovamente screditato l'esercito. Secondo gli inquirenti, avrebbe pubblicato su Odnoklassniki un video contenente un dibattito tra lui e lo storico Yuri Pivovarov. Shlosberg ha insistito di non aver pubblicato il video e di non possedere un account sul social network.

 

Nel dicembre 2025 è stato aperto un terzo procedimento penale, ai sensi dell’articolo relativo alle ‘notizie false sull’esercito’. Shlosberg è stato accusato di aver ripubblicato un articolo su un canale Telegram nel febbraio 2022, sebbene il relativo articolo del codice penale sia stato introdotto solo nel marzo 2022. Da allora si trova in custodia cautelare. Nel giugno 2026, il tribunale cittadino di Pskov ha iniziato a trattare il suo procedimento penale complessivo.












giovedì 13 agosto 2026

ALL'AVANA & in tanti altri luoghi (4)











































Precedenti capitoli:

...Intanto il vostro agente... (3)

Prosegue nella...:

Fattoria degli animali... (5/7)














“Negri?”

“Si chiamano così quelle persone che fanno tutto il lavoro, mentre l’Autore incassa i quattrini. Nel caso mio, sarò io a lavorare sul serio e saranno i negri a figurare.”

“Ma i quattrini li intascherai tu?”

“Oh, sì.”


TATTICA D’ATTACCO (o forse?) INNESTO


“Be’, la questione è piuttosto urgente. Lei sa che il nostro agente all’Avana ci ha trasmesso rapporti alquanto inquietanti, negli ultimi tempi.”

“E’ un uomo abile”

…disse Hawthorne.

 “Non lo nego. Vorrei che ne avessimo di più come lui. Una cosa non capisco, come mai gli americani non abbiano scoperto nulla laggiù.”

“Glielo ha domandato, signore?”

“Naturalmente no. Non mi fido della loro discrezione.”

“Forse loro non si fidano della nostra.”

Il capo disse:

“Quei disegni... li ha esaminati?”.




“Non sono molto esperto in quel campo, signore. Li ho ritrasmessi subito.”

“Allora li guardi bene adesso.”

Il capo dispose i disegni sulla scrivania. Hawthorne si scostò con riluttanza dal radiatore e fu immediatamente scosso da un brivido.

“Qualcosa che non va?”

“Avevamo trentaquattro gradi, ieri, a Kingston.”

“Le si sta assottigliando il sangue. Un po’ di freddo le farà bene. Che cosa ne pensa?”

Hawthorne fissò i disegni. Gli ricordavano... qualcosa.

Si sentì invaso, senza sapere perché, da una strana sensazione di disagio.

“Ricorderà i rapporti che li accompagnavano”

disse il capo.

“La fonte era sbarra tre. Di chi si tratta?”

“Se non sbaglio è l’ingegner Cifuentes, signore.”




“Bene, anche lui non è riuscito a capire. Nonostante tutte le sue conoscenze tecniche. Queste macchine venivano trasportate con autocarri dal comando dell’esercito, a Bayamo, ai margini della foresta. Poi gli autocarri furono sostituiti da muli. Direzione generale, quelle inesplicabili piattaforme di cemento.”

“Che cosa dice il Ministero dell’aeronautica, signore?”

“Sono preoccupati, molto preoccupati. Ed anche incuriositi, naturalmente.”

“E gli specialisti delle ricerche atomiche?”

“Ancora non abbiamo mostrato loro i disegni. Lei sa bene come è fatta quella gente. Si affretterebbero a criticare i minimi particolari, direbbero che l’intera faccenda non è attendibile, che il tubo è sproporzionato o puntato dalla parte sbagliata. Non si può pretendere che un agente il quale disegna a memoria non sbagli alcun particolare. Voglio fotografie, Hawthorne.”

“Questo significa chiedere molto, signore.”




“Dobbiamo averle. A qualsiasi costo. Sa che cosa mi ha detto Savage? Le sue parole sono state per me come un brutto incubo, glielo assicuro. Ha detto che uno dei disegni gli ricordava un’aspirapolvere gigantesco.”

“Un aspirapolvere!”

Hawthorne si chinò, esaminò di nuovo i disegni e una volta di più fu afferrato dal gelo.

“Fa rabbrividire, vero?”

“Ma questo è impossibile, signore.”

Provò la sensazione di difendere, supplicando, la sua stessa carriera.

“Non può essere un aspirapolvere, signore. Un aspirapolvere no.”

“Demoniaco, vero?”

disse il capo.

“L’ingegnosità, la semplicità, l’immaginazione diabolica della cosa.”

Si tolse il monocolo nero e l’occhio ceruleo da bambola rifletté la luce e la fece saltellare sulla parete sopra il radiatore.




“Guardi questo aggeggio, sei volte più alto di un uomo. Simile a un gigantesco spruzzatore. E questo... che cosa le ricorda?”

Hawthorne rispose con voce afflitta:

“Un tubo di aspirazione a doppio innesto”.

“Che cos’è un tubo d’aspirazione a doppio innesto?”

“A volte fa parte di un aspirapolvere.”

“Di nuovo l’aspirapolvere. Hawthorne, siamo sulle tracce, credo, di qualcosa di così importante che la bomba H diverrà un’arma convenzionale.”

“E’ augurabile, signore?”

“Certo che è augurabile. Nessuno si preoccupa delle armi convenzionali.”

“Secondo lei di che cosa si tratta, signore?”

“Non sono uno scienziato”

…rispose il capo...




“ma guardi questo grande serbatoio. Deve essere alto quasi quanto gli alberi della foresta. Con un’enorme bocca spalancata alla sommità, e questa tubazione... l’agente l’ha appena accennata. Per quello che ne sappiamo, potrebbe estendersi per chilometri... dalle montagne al mare, forse. Si dice che i russi stiano lavorando a una certa idea - lei lo sa - qualcosa che concerne il calore del sole, l’evaporazione del mare. Io non so che cosa siano tutti questi aggeggi, ma so che si tratta di una cosa grande. Dica al nostro agente che dobbiamo avere fotografie.”

“Non vedo davvero come potrebbe avvicinarsi abbastanza...”

“Gli dica di noleggiare un aereo e di smarrirsi sulla zona. Non lui personalmente, si capisce, ma sbarra tre o sbarra due. Chi è sbarra due?”

“Il professor Sanchez, signore. Ma lo abbatterebbero. Quella zona è pattugliata da apparecchi dell’aviazione militare.”

“Ah, c’è il pattugliamento aereo, eh?”

“Per individuare i ribelli.”




“Così dicono loro. Sa, mi è venuto un sospetto, Hawthorne.”

“Dica, signore?”

“Che i ribelli non esistano. Sono puramente immaginari. Forniscono al Governo tutti i pretesti di cui hanno bisogno per isolare completamente la zona.”

“Mi auguro che lei abbia ragione, signore.”

“Sarebbe meglio per noi tutti”

…disse il capo ridendo

“se mi ingannassi. Queste cose mi spaventano, Hawthorne, mi spaventano.”

Si rimise il monocolo e la luce si spense sulla parete.

“Hawthorne, l’ultima volta che veniste qui parlaste alla signorina Jenkinson di una segretaria per 59200 sbarra 5?”




“Sissignore. Non disponeva di alcuna candidata, sul momento, ma pensava che una certa Beatrice sarebbe potuta andare.”

“Beatrice? Come odio tutti questi nomi di battesimo. Già addestrata?”

“Sì.”

“E’ giunto il momento di dare una mano al nostro agente all’Avana. La cosa ha già assunto proporzioni troppo grosse per un agente improvvisato e privo di personale. Meglio mandare con lei un radio- operatore.”

“Non sarebbe bene che andassi prima io a parlargli? Potrei accertare come stanno le cose ed esaminare la situazione con lui.”

“Pericoloso dal punto di vista della segretezza, Hawthorne. Non possiamo correre il rischio di farlo scoprire proprio adesso. Con una radio potrà comunicare direttamente con Londra Questo collegamento per mezzo del Consolato non piace a me né piace a loro.”

“E i suoi rapporti, signore?”

“Dovrà organizzare una specie di servizio di corriere con Kingston. Per mezzo di uno dei suoi commessi viaggiatori. Gli faccia avere istruzioni dalla segretaria. L’ha veduta?”





“Nossignore.”

“Le parli immediatamente. Si assicuri che sia il tipo adatto. All’altezza della situazione sul piano tecnico. Dovrà metterla ‘au fait’ sulla ditta dell’agente. La segretaria ch’egli ha attualmente dovrà andarsene. Parli con l’ufficio amministrazione per una pensione ragionevole fino al giorno in cui avrebbe dovuto andarsene in ogni modo.”

“Sissignore”

…disse Hawthorne.

“Potrei dare ancora un’occhiata ai disegni?”

“Questo sembra interessarla. Che cosa gliene pare?”

“Sembra” disse Hawthorne in tono afflitto

“un innesto a scatto.”

Quando fu sulla porta il capo riprese a parlare.

“Sa, Hawthorne, molto di tutto questo lo dobbiamo a lei. Una volta mi avevano detto che lei non sa giudicare gli uomini, ma io sostenni il mio punto di vista personale. Molto bene, Hawthorne.”

“Grazie, signore.”

Aveva la mano sulla maniglia della porta.

“Hawthorne?”

“Dica, signore?”

“Ha trovato quel taccuino?”

“No, signore.”

“Forse lo troverà…” 

(G. Greene, Il nostro agente all’Avana)