giuliano

mercoledì 5 marzo 2014

IL SEGUGIO MECCANICO (2)

















































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il segugio meccanico











....Montag lo toccò sulla punta del muso.
Il Segugio ringhiò.
Montag fece un salto indietro.
Il Segugio si levò a metà, dentro il canile, e lo guardò con
una luce verdazzurra al neon accesasi nei globi oculari bru-
scamente attivatisi.




Ringhiò ancora, strana combinazione rauca di uno sfrigolio
elettrico, di un crepitio, un grattamento metallico, un girar
di ruote dentate che si sarebbero dette arruginite dalla dif-
fidenza.
- Buono, buono, amico,
disse Montag, col cuore in tumulto.




Vide l'ago argenteo sporgere per un buon quarto della
sua lunghezza, rientrare, sporgere di nuovo, rientrare.
Il ringhio affondò nell'interno della belva, più bestia che....
belva, e poi lo guardò....
Montag indietreggiò.
Il Segugio uscì di un passo dal canile.
Montag si afferrò con una mano al palo di bronzo.....




Il palo, reagendo, scivolò verso l'alto, sollevandolo fin oltre
il soffitto, silenziosamente.
Egli si staccò dal palo sulla piattaforma in penombra dell'-
ultimo piano.
Tremava tutto e la sua faccia era livida.
Sotto, il Segugio s'era afflosciato sulle sue otto incredibili
zampe da insetto e mormorava tra sé, gli sfaccettati occhi
in pace.




Montag rimase in attesa di guarire delle sue paure presso
la buca di discesa.
Alle sue spalle, quattro uomini seduti a un tavolino da gioco
sotto un paralume verde nell'angolo gli lanciarono delle oc-
chiate fuggevoli, ma non dissero nulla.
Soltanto l'uomo che aveva il berretto da capitano e il simbo-
lo della fenice sul berretto, alla fine, incuriosito, le carte nel-
la mano sottile, gli gridò dal fondo della lunga sala:




- Montag...? Proprio tu Montag... l'inglese, volevi fare delle
foto...? .... Io sono l'evaso Montag.... ti è piaciuto lo spetta-
colo....
Montag fece finta di non capire...
- Non gli garbo,
disse Montag.
- A chi, al Segugio?
Il capitano studio le sue carte.
- Smettila! Non è che gli garbi o non gli garbi questo o quello;
'funziona', ecco tutto.




E' come una lezione di balistica.
Ha una traiettoria, che noi scegliamo per lui, non visti ci curi-
amo anche dell'imprevisto aspetto pubblicitario da scoop... ti
è piaciuto... Montag?
... E lui la segue fino in fondo, raggiunge da sé il bersaglio, tor-
na da sé alla base e si smonta da sé.
Non è che un ammasso di fili di rame, di batterie e di elettricità.




Montag inghiottì....
- I suoi meccanismi calcolatori possono essere fissati a qualun-
que combinazione, tanti aminoacidi, tanto zolfo, tanti grassi e
sostanze alcaline. Giusto?
- Certo...
- 'Tutti questi equilibri chimici, queste percentuali e proporzioni
organiche in ognuno di noi qui della Caserma del Fuoco sono
registrati nell'ufficio matricola ai piani bassi.
Sarebbe facile a qualcuno provocare una combinazione parzia-
le della 'memoria' del Segugio, un pizzico di aminoacidi, forse.




Ciò spiegherebbe perché il Segugio si è condotto in un certo
modo poco fa: ha reagito contro di me..'.
- Diavolo,
disse il capitano.
- Irritato, ma non precisamente inferocito. Solo un 'ricordo'
inserito nel Segugio da qualcuno, un ricordo sufficiente a far-
lo ringhiare a una mia carezza.
- Chi vuoi che faccia una cosa simile?,
domandò il capitano.
- Tu non hai nemici qui, Guy.




- Nessuno che io sappia.
- Domani faremo fare ai nostri tecnici un controllo del Segu-
gio.
- Ma questa non è la prima volta che il Segugio mi minaccia,
riprese Montag.
- Il mese scorso un fatto simile si è ripetuto due volte.
- Provvederemo vedrai. Non prendertela.
Ma Montag non si mosse, rimase a pensare alla grata dell'-
impianto d'aerazione, nell'anticamera della sua casa, e a ciò
che stava nascosto dietro alla grata (un libro tutto in rima ...
che il Segugio forse cercava...). Se qualcuno della Caserma
avesse saputo di quella grata, chi poteva impedirgli di 'dirlo'
al Segugio?




Il capitano gli si avvicinò presso la buca di discesa e lanciò
a Montag un'occhiata interrogativa.
- Mi stavo domandando,
disse Montag,
- Che cosa pensa il Segugio la notte, laggiù sotto i suoi gran-
di cieli.... I nostri rapporti lo rendono per caso veramente o-
stile? Mi vien freddo, quando ci penso....
- Il Segugio non pensa nulla che non vogliamo...
- E questo mi rattrista,
ribatté Montag con calma,
- perché tutto quello a cui lo abbiamo condizionato a pensa-
re è la caccia, la scoperta della vittima e la sua uccisione...




Che vergogna se questo sarà tutto quanto avrà mai pensato!
Beatty ebbe un lieve sogghigno (mentre si aggiustava l'ultimo
cappellino alla moda 'vittoriano' davanti allo specchio...), qua-
si affettuoso:
- Diamine, ma il Segugio rappresenta un trionfo della tecnica,
un buon fucile che raggiunge da sé il bersaglio e ti garantisce
ogni volta di fare centro.....
(R. Bradbury, Fahrenheit 451)













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