giuliano

giovedì 8 marzo 2018

1951 1591 (il trionfo della morte) (14)



















Precedente capitolo:

1951  1591  (13)

Prosegue in:

1971   1791 (David alla conquista del Tibet...) (15)













Sulla terra rosso-bruna, eserciti di scheletri in marcia. Uomini impalati su lance, penzolanti da forche, sventrati su ruote di tortura chiodate fissate in cima ad alberi spogli, corpi spalancati per i corvi. Morti che vanno formando legioni dietro a scudi fatti di coperchi di bare. La morte stessa in groppa a uno scarno ronzino, è assetata di sangue, falce in pugno, pronta a colpire mentre spinge frotte tormentate di gente verso l’entrata di una botola infernale, una costruzione stranamente moderna che potrebbe essere un tunnel della metropolitana o il corridoio di un ufficio.
Sullo sfondo un cielo cinereo e navi in fiamme….
Edgar capisce subito che la pagina viene da Life e cerca di indignarsi, si chiede perché una rivista che si chiama Life dovrebbe riprodurre un quadro di tali fosche e spaventose dimensioni. Ma non riesce a staccare gli occhi dalla pagina….

 Medamente di 20 pezi di artilaria che hora nel detto prato, et da altro canto del fiume nella montagna vi era da otto pezi di artilaria che fesce gran strepidio nel sparare, il qual fogo duròal manco una hora et meza…




Gleason fa un rumore a metà tra un sussurro e un gemito.  Probabilmente è un profondo sospiro, come il fruscio della risacca su una spiaggia tropicale.
Edgar si ricorda dell’abbuffata di prima, quando Jackie stava per soffocare. Qui intuisce un lavorio più profondo. Esce dal corridoio e sale due gradini, allontanandosi dall’imminente scarica di materia animale, vegetale e minerale. Non è un bel lancio da battere, alto e interno, ma Thomson ruota su se stesso e colpisce la palla….  

Serenissimo signor mio signore et padron colendissimo Hieri che fu alli 14 la signora Arciduchessa si levò assai a buona hora, et fu visitata da un gentiluomo mandato dall’Arciduca per intender come essa era stata bene quella notte, et dirle, come esso alle 10 hore era arrivato sano in Ispruckt. Si udì messa, et si desinò, et messasi Sua Altezza in punto de vestiti, et ornamenti con i quali voleva comparire, si pose sola nella lettica portata da due frisono pezzati, et nell’altra stava Madama….




… Morti che sono venuti a prendere i vivi. Morti avvolti nel sudario, reggimenti di morti a cavallo, uno scheletro che suona l’organetto.
Edgar si è fermato nel corridoio per affiancare le due pagine combacianti della riproduzione. La gente sta scavalcando i sedili, lancia grida rauche alla volta del campo. Lui resta fermo con gli occhi fissi sulla pagina. Non si era accorto di avere solo metà del quadro finché non è arrivata svolazzando anche la pagina di sinistra, offrendogli la fugace visione di un terreno marrone ruggine e di un paio di uomini scheletrici intenti a tirare le corde di una campana.
La pagina ha sfiorato il braccio di una donna ed è volata contro il petto di Edgar timorato di Dio. Thomson è sbucato al centro del campo esterno adesso, e cerca di schivare i tifosi che arrivano correndo e saltando. Gli saltano addosso, vogliono buttarlo a terra, mostrargli le foto di famiglia.
Edgar legge le didascalie sulla pagina sinistra…
Questa è un’opera del Sedicesimo secolo dipinta da un maestro fiammingo, Pieter Bruegel, e si intitola ‘Il trionfo della morte’. Un titolo forte, pensa. Ma ne è affascinato, lo ammette – la pagina di sinistra è forse migliore di quella di destra….




… Fu fatto il viaggio comodissimamente… Come fu il tempo si calò et l’Arciduchessa fu condotta a smontare in un padiglione che stava apparecchiato, così fece Madama, et tutte le dame. Stava all’incontro in un altro padiglione l’Arciduca con tutti i Principi, il quale quando le parve tempo s’aviò a piedi per andar a ricever l’Arciduchessa, la quale condotta a braccio dal Signor Principe et Duca Ferdinando, le uscì incontro fuori del padiglione cominciò intanto la salva dell’artiglieria che era distesa in quei prati, et tirati 100 tiri seguitone un’altra grossa banda d’arcobugeri, che stavano in distesa dell’artigliaria….

Osserva la carretta dei condannati a morte piena di teschi. E’ fermo nel corridoio e guarda l’uomo inseguito dai cani. Guarda il cane macilento che mordicchia il neonato tra le braccia della madre morta. Sono segugi lunghi, scarni e famelici, sono cani da guerra, cani dell’inferno, segugi da fossa comune infestati dai parassiti, da tumori canini e cancri canini.
Il caro Edgar senza-germi, l’uomo che ha installato in casa un impianto di filtraggio dell’aria per vaporizzare le particelle di polvere – è affascinato da ulcere, lesioni e corpi macilenti a patto che il suo contatto con la fonte sia puramente figurativo. Trova una seconda donna morta nel mezzo della scena, cavalcata da uno scheletro. La posizione è inequivocabilmente sessuale. Ma è proprio sicuro Edgar che sia una donna quella che viene montata e non un uomo?



 
In quel tempo la cavalcata che poteva esser di 1000 cavalli, o poco meno camminava nel mezzo della militia, che dal piè del monte sino al palazzo stava dall’una e dall’altra parte della via posta in ordine. Montò l’Arciduchessa in una lettica bellissima dentro di cresimi ricamata d’oro et di fuori di veluto negro….

E’ fermo nel corridoio circondato da gente festante e ha gli occhi sulle pagine… le fissa in mistica contemplazione! Il quadro possiede un’immediatezza che Edgar trova strabiliante. Sì, i morti si accaniscono sui vivi. Ma poi comincia ad accorgersi che i vivi sono peccatori. Giocatori di carte, amanti libidinosi, vede il re in mantello di ermellino con le sue ricchezze ammassate dentro barilotti.
I morti sono venuti a svuotare le borracce ricolme di vino, a servire un teschio sul piatto di portata a una tavolata di notabili. Vede ingordigia, lussuria e cupidigia.
Edgar adora questa roba.
Edgar, Jedgar. Ammettilo – ti piace molto. Ti fa venire la pelle d’oca. Scheletri col cazzo peloso. Scheletri che suonano il timpano. Il morto vestito di un saio che taglia la gola a un pellegrino. I colori della carne sanguinolenta e le cataste di corpi, questo è un censimento dei modi più orribili di morire. Guarda il cielo fiammeggiante all’estremo orizzonte, al di là dei promontori sulla pagina di sinistra – la Morte altrove, la Conflagrazione diffusa il Terrore dappertutto, cornacchie, corvi in silenziosa planata, il corvo appollaiato sulla groppa del cavallino bianco, bianco e nero per sempre.
Edgar pensa a una torre solitaria che si erge nel Kazakistan, nella zona degli esperimenti nucleari, una torre armata con la bomba, e riesce quasi a sentire il vento che soffia sulle steppe dell’Asia Centrale, là dove vive il nemico in cappotto lungo e colbacco di pelo, parlando quella sua lingua antica, liturgica e grave….


 

DOCUMENTO: 13/9/63. Memorandum del Dipartimento di Giustizia: dal ministro della Giustizia Robert F. Kennedy al direttore dell’Fbi, J. Edgar Hoover

Gentile Signor Hoover,
il presidente Kennedy sta perseguendo una normalizzazione dei rapporti con il governo comunista (e non solo) di Cuba, ed è molto preoccupato dal perpetuarsi delle azioni di spionaggio e sabotaggio con cui le organizzazioni degli esuli (sappiamo da chi sponsorizzate…) hanno preso di mira le coste dell’isola. Si tratta di gruppi estranei all’autorità della Cia (almeno quanto ufficialmente dichiarato), con basi in Florida e lungo la costa del Golfo. Tali azioni clandestine devono essere soppresse. Il presidente pretende un intervento immediato e ordina che tale missione venga considerata priorità sia dal Dipartimento di Giustizia che dall’Fbi.
Robert F. Kennedy 

(Don DeLillo, Underworld; G. Osti, Attraverso la regione...; J. Ellroy, America Tabloid;

 alla memoria di Bill Evans)    
















     

mercoledì 7 marzo 2018

1971 1791 (David alla conquista del Tibet...) (16)



















Precedenti capitoli:

1971   1791   (15/1)













Istituita contro l’Eresia nel 1231 da Gregorio IX e dipendente direttamente da Roma l’inquisizione inaugura ora la sua epoca grandiosa: il 5 dicembre 1484 Innocenzo VIII promulga la bolla ‘Summis desiderantes’ affectibus’ con la conferma della caccia alle streghe, eretici e consimili, e l’incarico a Institor e a Sprenger di ‘punire, incarcerare e correggere’ le persone infette dal crimine della ‘perversione eretica’, di svolgere con nuovo potere in Germania il ministero dell’Inquisizione. La prima edizione del ‘Mallesus’ è dell’inverno 1486-1487 a Strasburgo, seguita da una seconda a Spira prima dell’aprile del 1487.
Fino al 1791 seguono 34 edizioni, giungendo a più di 35.000 copie….

QUESTIONE I: Esiste la stregoneria?

Affermare l’esistenza degli stregoni è così cattolico al punto che affermare ostinatamente l’opposto sia affatto eretico?
E si deduce che non è cattolico affermare qualsiasi cosa a questo proposito. E’ peggiore di un pagano e di un infedele colui che crede possibile che una creatura sia tramutata in meglio o in peggio o sia trasformata in una specie o apparenza diversa da quella che proviene dallo stesso creatore (come affermano taluni eretici…) di tutte le cose. 




Ma si dice che tali cose avvengono per opera degli stregoni, dunque affermare tali cose non è cattolico, bensì eretico. Inoltre non c’è nel mondo alcun effetto di stregoneria.
Eccone la prova: se ci fosse, si verificherebbe per opera dei diavoli. Ma non sembra cattolico affermare che i diavoli possano impedire o effettuare trasformazioni corporee poiché, se così fosse, essi potrebbero distruggere il mondo intero.
Inoltre, ogni alterazione corporea, come quelle che riguardano l’ingenerare malattia o sanità, è ricondotta al moto locale, come dice nella Fisica Aristotele: ‘A qualsiasi cosa corrisponde un moto celeste’.
Ma i diavoli non possono variare il moto celeste perché questo è possibile solo a Dio. Appare dunque chiaro che i diavoli non possono causare alcun mutamento nei corpi che almeno sia vero, tale per cui sia necessario ricondurre a una qualche causa occulta questo genere di mutamenti.




Inoltre, come l’opera di Dio è più forte di quella del Diavolo, tale è anche quello che fa. Me se nel mondo ci fosse la stregoneria, sarebbe opera del Diavolo contro quello che fa Dio: dunque, come è illecito affermare che la superstiziosa fattura del Diavolo superi l’opera di Dio, allo stesso modo è illecito credere che le creature e le opere di Dio possano essere viziate dalle opere del Diavolo negli uomini e nelle bestie.
Inoltre, quanto dipende da una capacità corporea non ha la capacità d’influire sui corpi, ma i diavoli sono sottomessi alla capacità delle stelle e questo risulta dal fatto che certi maghi osservano determinate costellazioni per invocare i diavoli: dunque né i diavoli né tanto meno le streghe hanno la capacità d’influire in alcun modo sui corpi.




E similmente, i diavoli operano soltanto per artificio ma l’artificio non può conferire una forma vera…. In secondo luogo, qui è contenuta la proposizione secondo cui è peggio di un infedele e di un pagano colui che crede o afferma che una creatura possa essere tramutata in meglio o in peggio o trasformata in una specie o apparenza da quella conferitale dallo stesso creatore di tutte le cose.
E perciò, dove si parla di essere tramutati in peggio o in altro, dicono che tale effetto nello stregato non è reale ma solo fantastico.
Ma questi due errori puzzano di Eresia e sono contrari a una sana comprensione del Canone e lo si dimostra innanzitutto attraverso la legge divina come pure attraverso la legge ecclesiastica e civile.
Innanzitutto vengono bollati categoricamente come Eretici nei Dottori , in particolare in Tommaso quando dice che tale opinione è del tutto contraria all’autorità dei santi e deriva radicalmente dalla possessione. Infatti l’autorità della Sacra Scrittura dice che i diavoli hanno potere sulle cose corporee e sull’immaginazione degli uomini quando è l’autorità di Dio o del suo diretto rappresentante in terra a consentirlo, come risulta dai passi della Sacra Scrittura.



 
…. Gli Inquisitori ed i loro fedeli burattini, come i politici ed i loro portaborse, si sentono autorizzati a intrattenere, loro, un rapporto esclusivo con ‘tutta la verità’, che essi soltanto saprebbero dire e da cui discenderebbe l’economia della MENZOGNA…. La loro persona deve rimanere lo spettacolo visibile della verità, sacrificale, segregativa e falsa..., da cui deriva la materia dell’inganno…..  (loro pane quotidiano!).

(A. David-Nèel, Mistici e maghi del Tibet; Institor/Sprenger, Il martello delle streghe (& stregoni...) )














domenica 4 marzo 2018

...E CHE SANT'ANTONIO CI PROTEGGA PER OGNI SENTIERO E VIA DI COTAL CORROTTA ESISTENZA (medita & prega e che Dio t'assista...) (98)







































Precedenti capitoli:






Ognuno & Nessuno.... (97) &

Il Tempo fuori del Tempo (99)













…..Per non attenersi a ciò che del precedente figurativo è indispensabile alla comprensione dell’incisione realizzata da Bruegel, diremo che Bosch trasforma la figura dell’asceta in quella di moderno eroe spirituale, che vince con la saldezza della propria fede la tentazione abominevole della corruzione del mondo intero e della chiesa in particolare (allora! oggi forse qualcosa si sta rinnovando anche in campo teologico…).

Egli lo rappresenta circondato da una vera e propria insurrezione dell’antimondo contro l’uomo virtuoso, per lo più rigidamente fisso in attitudine di preghiera, mentre attorno a lui si dispiegano in turpe frotta i mostriciattoli osceni mandatigli contro dal maligno asservito al potere (e non solo della difficile materia sin qui trattata…) che insorge contro di lui…




La didascalia latina posta alla base dell’incisione dice:

“Molte sono le tribolazioni dei giusti; ma il Signore li libererà di tutte: Salmo 33”

Nell’angolo in basso a destra è rappresentato il santo inginocchiato…




Né la borsa di denaro lì accanto, né le mostruose e sconce scene quali apparizioni circostanti lo distolgono dalla fissa contemplazione di più elevata ispirazione e meditazione per l’Alba di un nuovo giorno ove tutti possono goderne i frutti maturi…

Una mano è fissata in un gesto di benedizione, l’altra appoggiata al bastone; a terra davanti a lui giace il teschio, il severo compagno dei contemplativi; nell’incavatura dell’albero sta raggomitolato il porco, animale emblematico del santo….




Tra le inquietanti apparizioni che circondano la figura, appare in alto, sulla biforcazione dell’albero, un balestriere, che tende l’arco mirando al petto dell’Eremita…

Fra le tentazioni che assalgono il santo, la figura della grande testa fluttuante occupa il cuore della composizione: si tratta di una delle più svelate satire della Chiesa (del potere di allora, ma non certo di oggi sostituita da ben diverso ‘uffizio’ in borsa quotato…) e della società degli uomini da questa corrotti che Bruegel abbia prodotto…




La testa con un occhio solo, malconcia, che sta affondando, ha un capo un pesce dalla cui bocca sporge un albero secco, cui è appesa una bandiera che porta una croce e il doppio sigillo delle chiavi d’accesso diretto alla porta del potere detto d’allora ma non di codesto tempo così e di nuovo dipinto o inciso…

Il Pesce che preso da solo sarebbe simbolo di penitenza, mostra nel suo interno uomini intenti al combattimento (per il ‘potere’ detto….) e alla sopraffazione vicendevole; attorno all’apertura, esseri infernali stanno appollaiati come uccelli da preda…




La testa governata da questa corrotta parvenza di virtù porta diversi contrassegni della cecità, nati dalla pittura morale di Bosch: un occhio semichiuso, l’altro rimpiazzato da una sgangherata finestrella a piccoli vetri, dalla quale sporge il caratteristico attributo infernale braciere (e del piacere) acceso infilzato sull’asta; infilati in una pinna del naso compaiono gli occhiali, simbolo spesso derisorio di vista acuta….

La grande testa sembra in procinto di affondare; un uomo, uscito dall’orecchio su una barca alla cui prua sta appeso il pesce della penitenza, grida ed urla spaventato. Un essere di apparenza diabolica, situato nella bocca, versa blandamente fuori bordo del liquido da una brocca; al posto della lingua, la scombinata testa ha un pennacchio di fumo...




Nel paesaggio subito a destra della straordinaria apparizione, sulla riva, una Chiesa in fiamme qual monito di ogni possibile invasione della ‘perenne’ corruzione… che incombe sull’uomo nella ‘perenne’ minaccia a cui ogni diversa ‘bona fede’ esposta… & soggetta…

Il fantastico assalto delle visioni, come di consueto, ha luogo sullo sfondo del paesaggio di casa: a sinistra, in secondo piano, è mostrato allo spettatore una deliziosa coppia paesana sotto un albero, immemore delle gravi minacce allla fede e all’equilibrio del mondo…




La vicenda classica di Sant’Antonio Eremita o Abate, fondatore del monachesimo cristiano e vissuto tra il Terzo e il Quarto Secolo, ci è da stimolo più di qual si voglia sermone stampato e ben scritto, da chi fino a pochi minuti fa ci perseguitava e additava accompagnato dal porco di ben altro desiderio ed auspicio, indicandoci come la ‘corruzione’ ritirata presso l’eremitica rinuncia la quale si badi bene, non vuol dire ‘paura’, ma concezione e vista di diversa ed altra Natura…

…Quindi per concludere l’Icona null’altro che Parola incisa non più entro la Grotta cui severa scelta, ma ‘pittogramma’ d’una nuova Evoluzione che l’acclamata Natura rivela e rileva in questa Alba cui ogni Uomo e Santo aspira…. Per una nuova vista e conquista…

(Vizi Virtù & Follia nell'Opera grafica di Bruegel.... 'il vecchio'...)















....DELLA DEMOCRAZIA (96)




















Precedenti capitoli:

I grandi falsari... (95)

Prosegue in:

Ognuno & Nessuno (97)














Ciononostante, seguitò imperterrito a distruggere tutti i disegni del povero VM, dello snaturato rampollo sui quali riusciva a mettere le mani. Meglio prevenire, che curare... Dal canto suo, VM lasciava che il padre, così sprovvisto di intelligenza creativa, sfogasse la sua livida rabbia senza nemmeno sognarsi di reagire. Inoltre, essendo rimasto un ragazzo molto debole e di natura cagionevole, stava cominciando a comprendere - proprio sotto la guida dell’illuminato Korteling -che il primo passo importante nella vita di un vero artista consiste nel fortificare il propri spirito (e dobbiamo ad Henricus quest’ultimo e innegabile ruolo che la storia gli conferisce senza ombra alcuna...). Dunque nel renderlo indipendente, tetragono agli assalti dell’inetto Henricus, del mondo, e libero dalle costrizioni materiali. La conseguenza di tale approccio filosofico fu ovvia: VM divenne un lettore onnivoro  appassionato. La sua fertile immaginazione cominciò a nutrirsi di libri, e il suo mondo angusto, ad essere popolato dai personaggi dei grandi romanzi... Anche perché Henricus,  prevedibilmente odiava la letteratura: la trovava una perdita di tempo, un’aberrazione assurda e infantile.

Compiuti diciott’anni, VM se ne andò a Deft a studiare architettura all’istituto di Tecnologia dove in seguito agli esami venne sonoramente bocciato, e quando tutto compreso il matrimonio che nel frattempo aveva contratto sembrava perduto, un quadro al quale per mesi aveva dedicato giorno e notte i suoi sforzi – la Cattedrale di St. Laurens, un lavoro che sembrava scaturito direttamente da una bottega del Seicento – impressionò molto favorevolmente i membri della giuria, e nella sorpresa generale, VM vinse l’ambita medaglia d’oro. Nei mesi successivi, VM fece la piacevole scoperta che i suoi dipinti erano molto richiesti, e che riusciva a spuntare quotazioni sempre più alte. Anzi era considerato la nuova promessa delle arti olandesi.

…Fu questa in breve 'evoluzione' artistica del falsario…




Si evolse per sete di denaro e per un avverso ‘acume’ verso il mondo da dove proveniva, il quale si ostinava a non riconoscergli i dovuti meriti (il che rende VM simpatico ma privo dell’estro di cui falsario maestro…), finché arrivò  a meditare e congeniare - ostile all’ambiente viscido ed ipocrita dell’arte - che avrebbe ingannato con raffinata ferocia, dipingendo un ‘falso’ assolutamente indistinguibile da un capolavoro di uno dei più grandi maestri del Seicento.

E dunque avrebbe creato un Vermeer di cui la critica inaspettato, insolito, sorprendente – ma quantunque un ‘falso’ – poi, non appena il dipinto fosse stato accettato ed acclamato come tale, avrebbe rivelato esserne… l’autore…

…Ciò avrebbe coronato il suo intento: avrebbe, cioè, dimostrato senza ombra di dubbio il suo genio creativo e allo stesso tempo smascherato l’ignoranza e l’incompetenza degli odiati critici, studiosi, esperti e galleristi che erano stati unanimi nel negargli ed attribuirgli i dovuti meriti… Ma c’era un’altra ragione, molto più profonda, a motivare il progetto di VM: col tempo, infatti, aveva capito che solo facendo passare le sue opere per capolavori sconosciuti del Seicento, meglio se firmati da Vermeer, lui – misconosciuto pittore reazionario – poteva sperare di essere considerato un genio, apprezzato persino dai suoi nemici.




Se avesse firmato col suo vero nome, sicuramente nessuno si sarebbe accorto del genio incompreso…  

…Fin ad approdare alle famose vicende che lo videro protagonista nel 1945:

Alla fine del 1945, quasi due mesi dopo l’arresto di VM, il caso van Meegeren esplose e dilagò sulle colonne della stampa. Sin dall’inizio si levarono polemiche furibonde, e VM venne dipinto come un laido collaborazionista che aveva intrattenuto rapporti d’affari con Herman Goering. L’infamante accusa di nazismo prese piede: qualcuno scrisse che VM non avrebbe potuto mantenere l’altissimo tenore di vita che aveva ostentato durante la guerra se non fosse stato compromesso con il nemico. Enorme pubblicità venne accordata al ritrovamento (nella tana di Hitler) di un libro di disegni dello stesso VM, regolarmente in vendita nelle librerie, che recava la sua firma e la dedica: ‘all’amato Fuhrer coi miei riconoscenti omaggi’.

Purtroppo per i giornali scandalistici, venne provato che VM aveva opposto solo la sua firma sul volume: poi il libro era stato acquistato da un fervente nazista che aveva aggiunto la sua calorosa dedica al Fuhrer. Dopodiché venne riesumato dall’oblio l’innocuo viaggio a Berlino che nel 1936 VM e Jo avevano intrapreso allo scopo tutt’altro che subdolo di assistere alle Olimpiadi. Nessuno si degnò di prendere in considerazione un fatto elementare: se VM fosse stato davvero un nazista, non si sarebbe certo sognato di appioppare un falso Vermeer al Maresciallo del Reich.




Comunque, la clamorosa ed imprevedibile confessione del falsario pose fine a queste speculazioni astratte e deflagrò come una bomba. Il ‘Cristo a Emmaus’, il capolavoro assoluto di Vermeer, era opera del nazista VM? Si trattava di una notizia choc. Per settimane i più importanti quotidiani nazionali non parlarono d’altro. Molti commentatori arrivarono addirittura a chiedersi se VM non fosse per caso l’autore di ‘tutti’ i Vermeer esistenti al mondo - se non fosse lui, in un certo senso, il misterioso Jan Vermeer di Deft.

L’incredibile tesi conobbe in breve tempo una vasta diffusione, regalando al falsario lunghe settimane di orgogliosa felicità. Non ci pare esagerato affermare che VM gongolava di gioia, assistendo allo stupefacente spettacolo di un intero paese che lo credeva veramente la reincarnazione di Vermeer e che si appassionava con morboso entusiasmo alla sua vicenda.
Alla fine, a ogni modo, l’opinione pubblica olandese si divise in due: chi riteneva VM un delinquente e un ciarlatano, chi pensava che fosse un genio o un eroe. Dal canto suo VM, una volta presa la decisione di confessare al mondo le sue gesta, non aveva nessuna intenzione di fermarsi al primo punto dell’elenco. Ammettere di essere l'autore del solo ‘Cristo e l’adultera’, anche se la confessione avrebbe potuto essere sufficiente a tirarlo fuori dai guai, non gli bastava più. Certo avrebbe reso la sua versione dei fatti molto più credibile, accettabile e facile da confermare, e inoltre lo avrebbe messo persino in buona luce, rendendolo protagonista di un’azione patriottica fra le più nobili - rifilare un falso a un odiato caporione nazista.




Ma non era la verità o, almeno, non era tutta la verità.

E VM, adesso, per la prima volta in vita sua, non era più disposto a mentire, anche se questo avrebbe potuto facilitargli l’esistenza e dire la verità, invece, produrre conseguenze addirittura funeste. VM, però, bramava la gloria. Così disse che era stato lui a dipingere il Vermeer esposto al Boymans Museum di Rotterdam, il Vermeer della collezione van Beuningen e persino il Vermeer comprato dallo stato olandese in seguito al parere di un prestigioso comitato scientifico…

…Fu lui in ultima analisi l’incarnato interprete ‘democratico’ (associato a delinquere) vincitore dell’intero sogno della propria ed altrui esistenza a cui il vero Spirito - in cui e su cui - si compie ogni illuminata scelta ostaggio di una vita (e non solo legislazione) alla galleria ove espressa e dedotta l’arte del diritto e ove l’arte agognata ma giammai dalla (vera) Natura riprodotta e creata solo ben recitata e/o falsata… (questo sappiamo ed annunciamo qual verità accertata….)!!