giuliano

sabato 13 aprile 2019

I MOLTI MORTI DEL GENERALE WOLFE (Secondo atto)





























































Precedenti capitoli:

I molti morti del generale Wolfe (Primo atto)

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Finché c'è Leonardo regna speranza  &

Parker Adderson,... Filosofo













Un po’ come dicevo in un precedente ‘post’ nella reale se pur progredita Natura del Viaggio con cui non solo si nobilita la Storia detta, ma simmetricamente, anche la scienza nella risoluzione d’un improprio ‘buco nero’ qual reale confine dell’Universo conquistato. Rendendo il mare piatto così come il Tempo per sempre numerato nella materia in cui tratto fagocitato alla luce della Storia, entro l’incertezza però, di svelarne dovuta consistenza, ed entro ugual volontà (di potenza) volerne presiedere i meccanismi risolvendoli nell’equazione del Tempo detto.

Pur il mare così come la Terra navigata similmente piatta, in moto eppur ferma!

Talché ci fa nascere la dovuta considerazione, oltre e circa il Tempo, anche retto Pensiero e un Dio che pur l’ha così, oltre che inventato (giacché prima di questo), anche progredito sino alla incomparabile bellezza del generale - diviso ed unito - in ugual distanza dall’offesa nel ‘buco nero’ della Storia così ed ugualmente ammirata. Nel ‘punto di fuga’ ove si dovrebbe coniugare ogni retta e saggia prospettiva, risolvendo oppure regredendo la grande Opera ad un precedente Rinascimento ove questa nata.

La prospettiva giammai la Storia ammirata!

Qual sia quindi il vero Rinascimento rimane una condizione amletica non del tutto svelata.

Proseguo… nelle dovute distanze…

La politica imperiale, ogni politica imperiale divenuta coloniale consiste nel far sì che gli attacchi terroristici (di cui l’ ‘O.’ imputato) continuino fino alla resa del rovesciamento del governo, mentre i servi dell’imperatore pronunciano ‘parole’ (….) tranquillizzanti sulla democrazia e i diritti umani. Nell’uso tecnico prevalente, i termini ‘terrorismo’ e ‘ostaggio’ sono utilizzati solo per certe categorie di atti terroristici, ovvero quelli compiuti dai ‘pirati’ ai danni di coloro che considerano il terrorismo e la cattura di ostaggi su larga scala come una propria prerogativa. In Medio Oriente (e non solo) i bombardamenti indiscriminati, la pirateria, la cattura di ostaggi, gli attacchi ai villaggi indifesi e altri atti analoghi non rientrano nel concetto di terrorismo, come è inteso nel ‘sistema dottrinario’, se sono compiuti dall’impero - da ogni impero - (in cui il quadro ammirato) o dal suo protetto… Gli archivi degli inganni relativi a presunti terroristi e pirati sono molto istruttivi circa la natura della cultura occidentale (…ed aggiungo a codesta citazione, nei templi dove questa celebrata, cioè nel potere ove ‘ragguaglia celebra civilizza immortala e conia’ la propria ed altrui storia divenuta moneta, anche in ciò da cui la Grande Notizia qual ‘O.’ rimembrato, supino ammirare la presunta morte alla Galleria di Stampe ove posta, sarà la vittima preferita perché ostacolo fra ‘Verità e Scelta’ in cui per sempre l’uomo si consuma e difetta; sino a scomparire del tutto dal ‘quadro’ ‘in cui e per cui’ la Storia ammirata, nell’estinzione che precede il potere d’una diversa Natura rappresentata nella presunta ‘bellezza o bene’ in cui dovrebbe imitarne la dovuta ‘genesi’ e non solo storica. Giacché l’estinzione così come la Verità circa la stessa accorcia e mutila tempi e modi di come Superiore Natura manifesta, non dico una Scelta, ma la dovuta Selezione per ciò che concerne l’evoluzione… trascesa nei costumi sociali ove al successivo tempio in nome e per conto della scienza, se pur ugualmente e similmente raffigurata, decade dalla propria natura così come l’assassinio di Webster nel libro e ‘quadro’ da cui il tutto ispirato… per chi conosce la trama dell’intera Storia…).

Ed allora per essere non solo coerenti con le prospettive da cui il ‘quadro’ detto, ma anche tempi e modi di come il ‘pirata’ inquisito in nome e per conto dell’impero, dobbiamo convenire, in verità e per il vero, che pur i documenti offerti dall’‘O.’ di ineguagliato segreto, e seppure il segreto violato il quale se infranto nella rappresentazione del ‘quadro’ al museo della storia rischia di suscitare l’inaspettato, e da cui un precedente ‘terrorista’ o ‘pirata’ (accompagnato sponsorizzato e poi ignorato da uguali imperatori) ha infranto in ugual Tempio regole e principi, nella dovuta complicità ben coltivata.

Non trascurando così di delineare la reale ‘prospettiva’ in cui l’impero (ogni impero) difetta e si consuma, negando l’evoluzione ma altresì rinnovando il Caos qual motto e araldo non solo dell’universo ma di un preciso costante progetto, rendendo e legittimando quanto un impero coloniale nel complessivo atto e ‘quadro’ ammirato, ma altresì, rischiando consenso ad uso e consumo del privato, e motivando (legittimandolo) di conseguenza, elevandolo a potenza, il principio della guerra qual (non superato dalla diplomazia) economia trascesa nelle prospettive da cui non solo l’‘O.’ perseguitato e incriminato nel rispetto, oltre che della Legge, anche della dovuta cronologia dimentica e violata ed in cui questa esplicitata.

Non dimenticando infatti in questa o qualsiasi sede ruoli e precedenti accadimenti di imperatori, la qual ‘intelligenza’ e futura prospettiva (in medesimi luoghi), e non solo economia, deriva e si consuma.

Ignorare le fasi precedenti quanto (dal ‘pirata’) violato e di cui incriminato, e/o il difettare o il solo l’ignorare da parte di chi incaricato nella tutela, tutela non solo nello spiare capillarmente ogni grande o piccola notizia ma ogni terminale sia d’arrivo che partenza, lanciano un duplice allarme circa ‘difettevole associazione’, significa altresì ignorare la Storia e con essa ogni certa prospettiva circa i troppi morti del generale Wolfe, chino al Tempio ove un più vasto macello raccolto e fors’anche pascolato così come solitamente s’intende pecunia.

…E chi difetta l’evoluzione del pascolo ove non solo pecunia detta ma anche in ciò ed in cui più propriamente non solo dipinto ma anche coltivato (inalato mangiato e nel sangue raggrumato sia ferita che sogno) e successivamente barattato e conservato al Tempio d’ogni moneta celebrata nel museo della ricchezza, dimentica oltre distanza e differenza, anche ogni Principio ‘in cui e per cui’ l’offesa si distingue dalla difesa…

E con esse Verità Ragione e Intelligenza!

Concludo!

Forse non si parla del Tè con i quali molti e tanti consumano un rito dopo un sacrificio collettivo, ma diversa polvere la quale indistintamente appanna occhi e vista dell’intero quadro ammirato. Ed allora l’ ‘O.’ da me qui difeso è solo un indiano chino se pur proteso e raffigurato in medesimo ‘quadro’ da cui ogni sventura e non solo del nativo - ma d’ogni natura - affine al principio tutelato difetta… e giammai impera…

(Il libro a cui ispirato per le dovute considerazioni di S. Shama: ‘Le molte morti del generale Wolfe’; non ultimo in ‘grassetto’ ‘Pirati & Imperatori’ di N. Chomsky)












   

mercoledì 10 aprile 2019

LA FRATTURA (Seconda parte)









































Precedenti capitoli:

La frattura (Prima parte)

Prosegue in:

Navigando verso l'isola di Waikiki

& circa i Diritti d'Autore (1/5)













Una giusta educazione pensiamo che non consista nell’armonia magnifica delle espressioni e della lingua, ma nella saggia disposizione di un pensiero razionale e nella vera opinione sul bene, sul male, sulla virtù e sul vizio.

Chiunque perciò pensi una cosa e ne insegni un’altra ai suoi discepoli, è, a mio parere, tanto lontano dall’essere un buon educatore quanto dall’essere un uomo onesto.

Se la discordanza tra il pensiero e la parola fosse su punti di scarsa importanza sarebbe un male, ma fino a un certo livello sopportabile; al contrario, se una persona in dottrine di somma importanza insegna l’opposto di ciò che pensa, non è questo il modo di agire di bottegai, e non di onesti ma di pessimi uomini, che lodano soprattutto le merci che ritengono di infima qualità, ingannando e adescando con lusinghe coloro a cui vogliono trasferire, io credo, le loro merci cattive?

Dunque, tutti quelli che dicono di insegnare dovrebbero avere un comportamento morale ed avere nell’animo pensieri non in contraddizione con quelli che professano in pubblico; io credo che dovrebbero comportarsi in tal modo soprattutto quelli che istruiscono nella retorica i giovani, commentando gli scritti antichi, tanto i retori, quanto i grammatici, e ancora più i sofisti, e i teologi, che vogliono essere più degli altri maestri non solo di letteratura, ma anche di comportamento morale ed affermano che sia loro prerogativa la filosofia politica ...e non solo.. e sia vero o no, si tralasci per ora: io, lodandoli di aspirare ad un impegno così bello, li loderei di più, se non mentissero e se non dimostrassero di avere un pensiero in sé e di insegnare ai loro discepoli un altro.

Ma come?

Ebbene, Omero, Esiodo, Demostene, Tucidide, Isocrate e Lisia non ebbero gli Dèi maestri di ogni cultura?

Non si credettero gli uni sacri ad Ermete e gli altri alle muse?

Io credo che sia strano che chi spiega opere di questi ed altri autori neghi onore agli Dèi ed ai Santi che essi hanno onorati! Ma sebbene io pensi che questo sia strano, non dico che essi debbano insegnare ai giovani dopo aver cambiato opinione, ma concedo loro una scelta: di non insegnare le dottrine che essi non ritengono morali o, se vogliono, insegnino dapprima con l’esempio e convincano i loro allievi che né Esiodo né Omero né alcuno degli autori che essi spiegano dopo averli condannati di empietà, di stoltezza e di errore religioso.

E poiché essi dalle opere di questi autori traggono lo stipendio e il sostentamento, confessano di essere avidi di guadagni immorali e di sopportare qualunque cosa per poche dracme. Fino a questo momento erano molti i motivi che sconsigliavano di frequentare i templi ed il timore che minacciava da ogni parte faceva perdonare il dissimulare le opinioni più sincere riguardo gli Dèi; ma poiché ora gli Dèi ci hanno concesso la libertà, a me sembra illogico che gli uomini insegnino quelle dottrine che non ritengono vere.

Al contrario, se pensano che siano saggi quelli di cui spiegano le opere e si insediano, per così dire, a loro profeti, per prima cosa cerchino di emularne la religiosità verso gli Dèi (e correggendo tale Lettera specchio dei tempi ed adeguandola alla Filosofia, o meglio, evolvendola come se il Pagano riproponesse se medesimo fedele alla propria Natura cresciuta alla morale di una uova Storia ora di nuovo scritta... ed evoluta più saggiamente compiuta)ripropongo quanto da lui detto...:

‘vadano nelle comunità dei Cristiani del proprio Impero ad udire Matteo e Luca... questi uomini o cesari accompagnati dai loro maestri sempre che ne siano all’altezza morale e spirituale... di intendere tal dire e parlare... un più nobile e superiore Credo’...

(Giuliano aggiunse: dedico il presente editto a tutti coloro che sono coerenti con le loro scelte... unite ai loro impegni con se stessi ed il prossimo)

(Giuliano Imperatore)

   




Purificati da ogni pregiudizio che ha ingombrato la tua mente e spogliati dell’abitudine ingannatrice e fatti come un uomo nuovo da principio, per essere discepolo di una dottrina anche nuova come tu stesso hai ammesso.

Non solo con gli occhi, ma anche con la mente considera di quale sostanza e di quale forma siano quelli che voi chiamate e ritenete dèi.

Non (sono essi) pietra come quella che si calpesta, bronzo non migliore degli utensili fusi per l’uso, legno già marcio, argento che ha bisogno di un uomo che lo guardi perché non venga rubato, ferro consunto dalla ruggine, argilla non più scelta di quella preparata a vile servizio?

Non (sono) tutti questi (idoli) di materia corruttibile?

Non sono fatti con il ferro e con il fuoco?

Non li foggiò lo scalpellino, il fabbro, l’argentiere o il vasaio?

Prima che con le loro arti li foggiassero, ciascuno di questi (idoli) non era trasformabile, e non lo può (essere) anche ora?

E quelli che ora sono gli utensili della stessa materia non potrebbero forse diventare simili ad essi se trovassero gli stessi artigiani?

E per l’opposto, questi da voi adorati non potrebbero diventare, ad opera degli uomini, suppellettili uguali alle altre?

Non sono cose sorde, cieche, inanimate, insensibili, immobili?

Non tutte corruttibili?

Non tutte distruttibili?

Queste cose chiamate dèi, a queste servite, a queste supplicate, infine ad esse vi assimilate. Perciò odiate i cristiani perché non le credono dèi. Ma voi che li pensate e li immaginate tali non li disprezzate più di loro? Non li deridete e li oltraggiate più voi che venerate quelli di pietra e di creta senza custodi, mentre chiudete a chiave di notte quelli di argento e di oro, e di giorno mettete le guardie perché non vengano rubati?

Con gli onori che credete di rendere loro, se hanno sensibilità, siete piuttosto a punirli. Se non hanno i sensi siete voi a svergognarli con sacrificio di sangue e di grassi fumanti. Provi qualcuno di voi queste cose, permetta che gli vengano fatte. Ma l’uomo di propria volontà non sopporterebbe tale supplizio perché ha sensibilità e intelligenza; ma la pietra lo tollera perché non sente.
Molte altre cose potrei dirti perché i cristiani non servono questi dèi. Se a qualcuno ciò non sembra sufficiente, credo inutile parlare anche di più…  


…I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale.

Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come Stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.

 Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati.

Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita.

Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell’odio….

…L'anima del mondo a dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. La carne odia l’anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri.

…L’anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. L’anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli. Maltrattata nei cibi e nelle bevande l’anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare….

(Lettera a Diogneto)











giovedì 4 aprile 2019

QUANDO DIO RIDE (Seconda parte)





















Precedenti capitoli:

Quando Dio ride (Prima parte)

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Circa i Diritti d'Autore (Quarta parte)  &  (5)

Salustio













‘Una risposta a proposito’,

…disse,

‘fatta a macchina come un pezzo di stoffa di cotone. Il giudizio del mondo! E il mondo ne sa qualcosa a questo proposito!? Come voi, è fuggita dalla vita. È stata vinta. Velata la vedi in quella fumosa dottrina dipinta fuori e dentro il convento in cui posta. Tirò fuori il sudario bianco della stanchezza. E nessuna città assediata ha mai sventolato quella bandiera con tanta amarezza e lacrime’.

‘Ora ti racconterò tutta la Storia, e tu devi credermi!

Perché io so!’

‘Avevano riflettuto sul problema della sazietà (dell’Anima come dello Spirito). Amarono l’amore la bellezza di Dio e conobbero completamente il valore di esso. Lo amavano così tanto che erano desiderosi di tenerlo sempre caldo e fremente nei loro cuori come il vero unico sommo bene. Essi accolsero con favore la sua venuta temendo il male.

Il male ora dappertutto!’

L’amore è il desiderio di vita e della Natura, ed essi lo trattenevano come un dolore delizioso una pena deliziosa, e quando trovarono quello che cercavano morì (giacché morta). L’Amore negato viveva, l’amore soddisfatto morì. Mi seguite? Essi compresero che non c’è scopo di vivere desiderando ciò che già si possiede o si pensa possedere. Mangiare ed essere ancora affamati è un problema che nessun uomo è mai riuscito a risolvere. Il problema della sazietà. È così. Infatti sono ingordi non asceti e asceti ingordi nello stesso strano tempo! Avere e conservare il maggior appetito davanti ad una tavola ricolma di cibi eppure essere asceti. Questo il loro problema, perché loro amano l’Amore saziato da un diverso Spirito e Principio. Spesso lo discutono con tutti i dolci ardori dell’Amore e del Bene traboccanti nei loro occhi, con il sangue rossastro che tinge le loro ed altrui guance nell’inutile umana violenza raccolta; nascondendosi in un tremolio nella gola, per tornare poi ad esprimersi in un suono dettato dalla Natura: ineffabile beatitudine che Lei solamente può emettere come il lieve fruscio di un albero che muove le sue e loro foglie al vento.

 Come faccio a sapere tutto questo?

Ho visto... molto.

Molto altro ho imparato dal loro vangelo.

Questo l’ho trovato nel diario di Lei la tua Madonna:

Perché, davvero, quella voce errante, quel bisbiglio crepuscolare, quel respiro così dolce come rugiada, quel liuto dalle ali di fiamma... suonatore di liuto che nessuno vede solo per un momento, in un luccichio arcobaleno di gioia, o all’improvviso lampo di passione, questo squisito mistero che chiamiamo Amore e Sommo Bene, arriva, almeno ad alcuni visionari rapiti e poi indistintamente perseguitati; non con una canzone sulle labbra che tutti possano sentire, o come una violenta violenza della musica pubblica, ma come agitato dall’èstasi muta del desiderio la più sublime sinfonia.

Come trattenere quell’alato suonatore di liuto dalle ali di fiamma con la sua muta eloquenza di desiderio? Celebrarlo voleva dire perderlo perché nessuno avrebbe compreso siffatta celebrazione. Il loro reciproco amore è un grande amore. I loro granai sono traboccanti di abbondanza, eppure hanno bisogno di conservare intatto l’acuto desiderio del loro amore. Né erano magre piccole matricole che teorizzavano sulla soglia dell’Amore. Erano anime robuste e leali. Avevano amato, come altri, prima di incontrarsi e, in quel tempo avevano soffocato l’amore con le Poesie lo avevano ucciso cantandone le lodi agli altri e seppellito nella tomba della inutile materia la quale non ha compreso. Non sono degli spettri freddi quest’uomo e questa Natura, sono umani evoluti e dei divenuti per ogni Elemento ucciso. Non hanno patria né sobrietà sassone nel loro sangue. Il colore di esso è il rosso tramonto. Loro brillano con esso. Conservano in loro la gioia della carne come i francesi. Sono idealisti, ma il loro idealismo è Universale. Non è temperato dal freddo e dal fluido tenebroso che per l’inglese serve come sangue. Non c’è  stoicismo in loro.

Erano e sono tutto ciò che ho detto, ed erano e sono fatti per la gioia. Ma ebbero contro un pregiudizio. Siano maledetti i pregiudizi! Giocavano e combattevano logicamente e fu questa la loro logica.  

Bene torniamo alla Logica, l’uomo e la Natura si dissero: "Perché amarsi una volta sola? Se amarsi una volta vuol dire anche dividersi nel nostro amore così pensato, non è più saggio divenire una sol cosa e non amarsi affatto come tutti gli altri amano". 

Sono uno e non due nel desiderio negato oppure consumato?

Pensaci!

Così possono mantenere in vita l’amore nato digiunando come l’amore per sempre pensato. Fu ed è questo il più grande peccato da loro consumato. La più grande Eresia!

Pensaci ancora!

Forse hanno raggiunto questo pagano principio divenuto pregiudizio…

Ma essi sono più saggi ancora, più d’ogni fallace dottrina: non volevano amarsi così come è ed è sempre stato, e neppure lasciarsi, si unirono per dio! Poi la Terra si squarciò come per maledizione o miracolo… come quello stesso Dio crocefisso ecco il segreto mai rivelato.

Io li osservo così come un tempo, medesimo tempo  osservato…

È uno spettacolo per dio, quell’uomo e quella Natura sposati che assieme cantano e rimano canzoni d’amore con una freschezza verginale come l’amore appena nato, con la maturità e ricchezza di ardore che i giovani amanti non potranno mai conoscere. I giovani innamorati di medesimi ideali sono pallidi e anemici accanto a quella coppia a lungo sposata. Vederli con tutto il fuoco e fiamma e la tenerezza da una distanza tremolante, prodigandosi a distanza carezze più che inutili preghiere ed il loro amore li spinge l’uno verso l’altro e come fiamme palpitanti di vita si rincorrono nell’orbita della luce. Sembra, in obbedienza a qualche grande legge della fisica, più potente della gravitazione e più sottile, che devono fondersi fisicamente ciascuno in ognuna passione amata e contemplata… di fronte ai miei stessi occhi. Non c’è da meravigliarsi che fossero chiamati i meravigliosi amanti.

Un giorno trovai sul sedile vicino alla finestra  un libro di versi si è aperto da sé, per la lunga abitudine:

 E’ così dolce stare appena un po’ separati,
Conoscersi meglio e mantenere
La delicata soave sensazione vilipesa
Di due che si toccano
O amore, non ancora!
Manteniamo il nostro amore
Avvolto nel sacro mistero
Ancora per un po’ di tempo
In attesa degli anni che verranno
E che mai arriveranno!

Imparai quei versi a memoria e vidi in una bianca visione i loro grandi Spiriti innocenti. Essi sono come dei fanciulli, non comprendono il male che li circonda. Giocano con il fuoco della Natura, si giocano del loro dio pregano ancora gli antiche dèi, hanno inventato o meglio ancora, appreso delle sconosciute regole e invisibili formule, hanno inventato un sistema diverso e lo hanno portato alla tavola non del successo ma da gioco con cui si compone la vostra vita aspettando di vincere.

Attenzione!

Gridai!

Dio è dietro di voi.

In nome suo e di altri sconosciuti dei celebrati fanno muovere oscure regole per ogni nuovo sistema escogitato. Non avete possibilità di vincere!

Sorvegliai ancora.

Gli anni passavano e la brama incompresa del loro amore non si estingueva anzi diveniva sempre più acuta fino ai confini della patologia. Furono torturati per questo. Come molti altri, lo ammetto. L’uomo e la sua Natura hanno fatto un miracolo, si sono giocati di quel Dio pregato, e neppure Lui o chi in suo nome gli perdonò il misfatto. Avevano deturpato la Terra quando furono divisi da questa Eresia.

Tremò anch’essa di paura.

Io che vedo ed ho visto so!

Nessun amante ha avuto la loro èstasi amorosa, non avevano ucciso l’amore con le solite pretese unite e celebrate in comuni convenevoli, lo avevano coltivato negando l’amore come siamo soliti conoscerlo anche in senso filosofico, e negando cotal amore lo condussero al punto di morirne dal desiderio. È un vero delirio d’amore incompreso, ma poi un giorno, gli dei o uno solo di loro si alzarono dal loro Olimpo e guardarono l’uomo e quella strana Natura che s’erano beffati di loro.

Ed in qual medesimo Tempo l’uomo e la sua Natura si guardarono negli occhi, Uno come il Dio che li giudicava ed avevano beffato accompagnato dai suoi dei, e si accorsero che visti e scrutati l’amore morto. La luce andata. La fiamma spenta. Tutto divenire incomprensibile peccato da tutti indistintamente giudicato. Sembrava che il desiderio una volta osservato e tratto nel Tempo nato e contato morisse. E morì divenendo il Sogno - ugual Sogno - dell’oscuro Primo Dio celato Straniero al proprio Creato.

Gli dei o uno solo di loro giocano una diversa partita alla tavola in cui qualcuno li ha posti.

L’uomo muore ed arde di ugual antico primo desiderio, un uomo morto al tavolo del loro strano gioco. Lei, Madre Natura, si dischiuse al voto da chi mai  pur celebrata l’ha conosciuta.

Ve l’ho detto e lo so!

Pur perdendo vinsero, come state vincendo voi sulle vostre colline dal bianco o rosso vino offerto come il sangue del dio che ride, che ride per come pregate o peggio desiderate e pur pregando e desiderando mai avete conosciuto il vero amore inchiodato…

(liberamente ispirato da un racconto di J. London, Quando Dio ride)  














mercoledì 3 aprile 2019

CIRCA I DIRITTI D'AUTORE (Terza parte)










































Precedenti capitoli:

Circa i Diritti d'Autore (1)  (2)  (3)

Prosegue in:

Quando Dio ride














Le persone che si oppongono all’insegnamento di valori in genere si preoccupano di due precisi pericoli:

Primo che vengano insegnati valori sbagliati, e Secondo che l’insegnamento di valori alimenti lo scetticismo, minando i pochi valori positivi che bambini ed adulti hanno in qualche modo assorbito, forse per osmosi.

Nessuna di queste due preoccupazioni fornisce basi adeguate per rifiutare una formazione ai valori etici e sociali nella nostra società. Chi si preoccupa che vengano insegnati valori sbagliati in genere accetta, almeno implicitamente, l’esistenza di valori giusti  (però anche se il caso di ‘Greta’ dimostra una volontà di conseguire giusti valori, l’humus culturale è indistintamente intriso di valori economici ben innestati, lo scrivente che cita lo scrittore e filosofo ambientalista sa bene ciò che dice, giacché purtroppo per mia esperienza la persecuzione anche nel conseguimento di semplice informazione con scopo didattico circa la Verità negata, non meno dei miei scritti, suscita un costante dissenso intimidatorio e persecutorio sino alla sfera del ‘privato’ in cui lo Stato manifesta il conio della propria ed altrui moneta e con essa vero intento ad un Giano bifronte per il conseguimento del giusto orto dal Tempio promosso, scusate che dico, promesso…, affidando all’apparenza quanto in privato perseguita; ed ove non più dissenso ma la persecuzione raggiungono i termini ben conosciuti nel patrio suolo, giacché c’è sempre qualcuno a cui tali valori non affida nessuna socialità tradotta in successiva utilitaristica moneta affidando e delegando, di conseguenza, giusta violenza intimidatoria; altresì negando e privando se per questo, il dovuto Diritto da cui la moneta detta spacciata e non più coniata in ciò che dovrebbe esser l’oro della ricchezza, dando per scontato che il ‘mito’ d’ognuno coltivato debba esser affidato a ben altro ‘valore aggiunto’, giustificando e proteggendo di conseguenza se non addirittura istituzionalizzando, opposti ed avversi ‘valori’ di cui la persecuzione così come la Natura possono non solo essere impropriamente sfruttati ma anche demandati al ‘sicario’ di turno per il dovuto torna-conto da cui la Storia più volte detta…).

Questi valori, a quanto poi risulta, sono quelli tradizionali, quelli cioè, che hanno una lunga storia. Poiché, come ho mostrato in tutto il presente libro, i valori ambientali sono anche valori tradizionali, discendenti congiuntamente dall’etica tradizionale e dell’estetica della Natura, deve essere possibile insegnare questi valori in maniera non controversa, accettabile per tutti.

….L’insegnamento dei valori non deve essere l’indottrinamento, ma il chiarimento, e sebbene siano in molti a temere che un tale chiarimento riveli che non c’è nulla da chiarire, generando così scetticismo circa i valori, ciò non è inevitabile.

Come si è detto, la maggioranza delle persone ha in sé, intuitivamente, un’ampia gamma di valori ambientali, senza essere capace di esprimerli lucidamente. Un’educazione ai valori, incentrata sulle origine storiche dei valori ambientali e di altro genere – sociali, politici, estetici ed etici – nelle tradizioni occidentali e sulla loro utilità per le scelte decisionali nella vita ordinaria deve rafforzare questi stessi valori, non eroderli.

Anche se tale formazione può offrire ad alcuni la possibilità di dar prova di scetticismo circa i valori morali, non è quindi una buona ragione per rifiutare una formazione etica a chi desidera migliorare la propria comprensione dei valori di base della società.

Sicuramente, una società di cittadini che hanno avuto la possibilità di studiare i problemi morali è preferibile ad una società i cui valori vengono acquisiti casualmente e accidentalmente e in cui lo studio e l’esame di questi valori è attivamente scoraggiato, in quanto materia di politica pubblica (ed infatti questo post dedicato a quei singoli privi di qual si voglia morale i quali con la minaccia minacciano scoraggiando qualsiasi tipo di valore rendendosi partecipi di un deleterio ma fruttuosa dottrina in cui l’economia motiva ed incoraggia non tanto gli ‘istinti idealizzati’, ma la falsata comprensione dei termini in cui apparenti sani valori falsi nel deleterio principio debbano principiare la stessa nei corretti termini in cui posta non una scelta ma l’intera esistenza in cui posta. Legittimare la violenza per demotivare oltre una didattica anche il valore morale in essa qual condizione di sapere non certo ostacola l’economia parlamentata e legiferata; semmai chiarisce ancor meglio come la Storia persegue in medesimi ambiti uguali principi nei metodi con cui questa manifesta ed affida all’economia impropria ricchezza tradotta ma quantunque ‘democraticamente’ legiferata non men che dibattuta; impropriamente traducendo, o peggio come sovente ripetono, interpretando, il bene d’ognuno, già sottratto falsando sia il principio di ‘bene’ non meno che di economia; quindi presunta e falsa ricchezza coniata non meno della Storia detta in una impropria condizione economica posta e delegata alla politica e successivamente demandata alla legittima istituzionalizzata persecuzione qual minaccia… e non solo della Natura ma di chi della Natura, in verità e per il vero, cerca di chiarire ancor meglio i dovuti rapporti d’ognuno…).

…Ed allora agli ‘ignoti’ che minacciano e imprecano posso dire che i nostri Ideali superano la misera loro moneta…

(…) L’utilitarismo, purtroppo crea infatti sempre dei problemi giacché eleva il piacere a sinonimo di felicità umana (chi ne critica o mina i suoi falsi principi, infatti, non ha più diritto alla detta presunta felicità acclamata, quindi e mi ripeto, può e deve esser confinato alla singola violenza delegata dall’idiota di turno, oppure, come già successo ed ancora accadrà, Sacrificio non solo di profeta ma anche di ciò con cui intendiamo e  deleghiamo il Diritto nel giusto e giustizia)

La teoria economica moderna si basa direttamente sull’utilitarismo al quale è stato dato un aspetto scientifico attraverso l’uso di un gergo economico nello spirito del positivismo logico…

A differenza delle scienze reali, le cui teorie sono basate sulla ricerca empirica, l’economia si basa su speculazioni circa il comportamento economico del cosiddetto uomo economico che agisce in completo accordo con l’egoismo razionale, che non è certo una teoria etica particolarmente encomiabile.

L’economia non ha dimostrato che il valore economico è obiettivamente superiore ad altri più tradizionali valori: si è limitata ad ignorarli.

Essa è stata accettata come un fattore obiettivo della politica pubblica in parte perché fornisce un modo per quantificare il valore di alternative in termini monetari, ma anche perché gli occidentali hanno idee sempre più confuse circa l’obiettività del valore in generale, come conseguenza dell’emotività derivata dal positivismo logico nei primi decenni di questo secolo.

 (Per il dovuto intendimento…: E. C. Hargrove, Fondamenti di etica ambientale)











   

domenica 24 marzo 2019

LE RONDELLINE (& un dossier taciuto...)



















Precedenti capitoli:

No aqua verde! Ma petrolio nero...

Prosegue in...

Ma lei caro signore scrive troppo...

Perché ora è illegale...(non lo sapeva?)













Porto all’attenzione, senza dilungarmi inutilmente - sia sulla difettevole grammatica -  lacunosa da cui delegata e abdicata una sommaria meccanica traduzione di taluni passi rilevanti - evidenziando aspetti e temi importanti facenti parte d’una Storia ciclica e mai mutata in Ragione e consenso non meno dell’assenso della fraudolenta scelta adottata, “per e nel” motivo ed unico principio del profitto… ‘passi’ e ‘Sentieri’ di questo Rapporto interessante ed imprescindibile per far comprendere ai giovani, gli stessi da Greta motivati, da quali principi ultrasecolari governati dipende la comune Economia e deleteria condotta di Vita non meno della salute da tutti pretesa, prendendo atto e motivazione dell’intero Rapporto soprattutto circa le condizioni cui soggetti medesimi indigeni e proprietari della Terra violata e violentata le quali ci riconducono alla Storia detta e nominata… E se vogliamo curarne il cancro velenoso ben sponsorizzato oltre che indistintamente ‘inalato’ qual linfa contraria ad ogni forma di Vita dobbiamo prenderne atto e consenso a noi negato nei dati riportati. 




Ed anche se la Cima non meno del Golgota così come il Teschio in questo inizio di Primavera ci pare una impresa senza speranza alcuna ammiriamo e prendiamo ispirazione da Madre Natura o quella Madonna assisa alla nostra comune Croce e scaliamo la montagna portiamo il peso di questa Natura che pian piano sboccia come un giovane o un morente Albero reclamare indistintamente la Vita specchio d’un Dio al contrario di quanto nel Tempio sponsorizzato e dicono pregato. Contestiamo in democratica scelta motivata dal Diritto di cui ognuno potrà partecipare al cambiamento dovuto, e se appare una utopia se appare una partita persa se appare un cammino con solo una croce contrastare un falso ideale perseguito in nome di chi detiene il presunto potere, aggiungo, che quando la lotta e la battaglia in Natura - così come Lei insegna - il diritto di sopravvivenza fa duro il cammino, così come la scienza insegna e non solo quella teologica, reclamare la specie più forte e non certo l’agnello conteso con un lupo, ed in quella, attestarsi l’evoluzione detta… 




Dacché ne deduciamo che se seguiamo il Sentiero della Natura ed in Lei motiviamo l’uomo nato ed evoluto dobbiamo attestarci alle sue Leggi per proseguire detto cammino… e divenire saggi lupi giacché falsa ‘pecunia’ pascolare impropriamente la vallata martirizzata se annullate le condizioni della Vita (compresi gli Elementi con cui composto il Sentiero da ognun percorso e non certo pascolato) proponendo una falsa prospettiva divenuta ancor più falsa (economica) dottrina nelle medesime falsate condizioni in cui questa si manifesta brucare docilmente erba… e non solo circa l’evoluzione detta, dobbiamo gridare ancor più forte e attestarci nel dovuto futuro Euro Parlamento non meno della Democratica speranza in quei grandi Imperi ove la Deriva più che certa senza nessuna Geologia o Geografia attestarne moneta dettare Natura ed ove indistintamente la semplice Verità negata… e perseguitata… E per concludere così come disse un poeta bussare alle vostre porte e gridare ancor più forte: ‘Se in verità vi credete assolti siete per sempre coinvolti…’… 
  



Gesù entrò nel Tempio e violò e profanò  come il Dio pregato nel mercato rilevato.

Gesù come l’Intera Natura ci chiede ed implora aiuto al Golgota della Terra crocefissa.

Ricordiamo l’opera!

Ricordiamo e rinnoviamo il suo Sacrificio!



  
Venerdì, i giovani hanno parlato. E hanno parlato a voce alta. Più di un milione di giovani hanno saltato la scuola e le università e hanno marciato in tutto il mondo chiedendo un’azione urgente sui cambiamenti climatici. Lo hanno fatto in oltre un centinaio di paesi.

Ascoltando un giovane attivista sul perché la loro generazione si preoccupa così tanto dei cambiamenti climatici, hanno risposto: “è l’urgenza del problema. È il nostro futuro in gioco”.

Così la generazione più anziana accelererà la lotta contro il cambiamento climatico in risposta allo sciopero del clima di venerdì? Lo speriamo. In risposta a venerdì, António Guterres , il Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha scritto: “La mia generazione non ha risposto correttamente alla drammatica sfida dei cambiamenti climatici. Questo è profondamente sentito dai giovani. Non c’è da stupirsi che siano arrabbiati”.




Ha aggiunto: “Questi scolari hanno afferrato qualcosa che sembra eludere molti dei loro anziani: siamo in una corsa per le nostre vite e stiamo perdendo. La finestra delle opportunità si sta chiudendo - non abbiamo più il lusso del tempo, e il ritardo del clima è quasi pericoloso quanto il diniego del clima”.

Guterres ha ragione nel dire che stiamo perdendo la battaglia, ma la lotta non è ancora finita. Lo status quo può cambiare. Non deve essere in questo modo. Ci sono già milioni di persone impegnate nell’azione per il clima, che ogni giorno, professionalmente o personalmente, fanno la differenza nella lotta al cambiamento climatico. Ma collettivamente, il ritmo è glaciale e non abbastanza veloce come richiede la scienza.

In effetti, il mondo è ancora sul punto di perdere gli obiettivi climatici fissati a Parigi nel 2015. La settimana scorsa, nella sua sesta Global Outlook , l’ONU ha avvertito che se le emissioni di gas serra persistono, le temperature medie globali continueranno ad aumentare al ritmo attuale, superando l'obiettivo di temperatura concordato come parte dell'accordo di Parigi tra il 2030 e il 2052.




Gli attuali contributi determinati a livello nazionale, presentati a Parigi nel 2015, costituiscono solo un terzo della mitigazione necessaria per stabilire un percorso meno costoso per rimanere ben al di sotto dei 2 gradi Celsius (ben consolidati).

Per mantenere buone probabilità di rimanere ben al di sotto di un aumento della temperatura di 2 gradi Celsius, le emissioni devono diminuire tra il 40 e il 70 per cento a livello globale tra il 2010 e il 2050, scendendo a zero zero entro il 2070.

Non dimentichiamo inoltre il problema concorrente di bruciare combustibili fossili. La nostra aria tossica. L’ONU ha affermato che "l’inquinamento atmosferico è il principale contributo ambientale all’onere globale della malattia, con un conseguente tra 6 e 7 milioni di morti premature".




L'ONU non è stato l’unico avvertimento di ulteriori problemi climatici la settimana scorsa. Secondo il Guardian, è stata pubblicata una nuova ricerca scientifica, che ha concluso che gli aumenti di temperatura taglienti e potenzialmente devastanti di 3°C a 5°C nell’Artico sono ormai inevitabili, anche se il mondo riesce a ridurre le emissioni di gas serra in linea con l’accordo di Parigi. Tali cambiamenti comporterebbero la rapida fusione del ghiaccio e del permafrost, portando a innalzamenti del livello del mare e potenzialmente a livelli ancora più distruttivi di riscaldamento.

In qualsiasi altro senso razionale, il fatto che fino a sette milioni di persone vengano uccise ogni anno da aria tossica dovrebbe essere sufficiente per un’azione radicale. Aggiungete le questioni relative ai cambiamenti climatici e le milioni di persone colpite da siccità, inondazioni e innalzamento del livello del mare, avreste pensato che dovesse essere un'emergenza internazionale collettiva.




Quindi perché no?

Per molti, che hanno lavorato su questo per anni, è continuamente sconcertante che il cambiamento climatico non sia visto come un'emergenza. Per i giovani, è una completa e totale vergogna. Come si dice: perché preoccuparsi di andare a scuola se non c’è futuro?

Sì, possiamo indicare una macchina di negazione da molti milioni di ‘think tank’ e gruppi di facciata finanziati dall’industria petrolifera, i fratelli Koch e negatori del clima come Robert Mercer, per spiegare in parte il motivo per cui il problema non viene preso sul serio. Anche avere un negazionista alla Casa Bianca è catastrofico.




Anche i media sono da incolpare: come Michael Graw, un oceanografo, dall'Oregon State University nota: “La scienza del clima spesso non viene insegnata nelle scuole. Dopo l’ultimo rapporto Intergovernmental Panel on Climate Change, oltre 28 giornali americani non hanno menzionato la relazione sulla loro homepage. Poiché la frequenza degli eventi meteorologici estremi è aumentata sia in patria che all'estero, la copertura delle notizie televisive statunitensi sui cambiamenti climatici è crollata nel 2018”.

In questo vuoto di responsabilità degli adulti i giovani hanno fatto un passo. Più giovani spingono le vecchie generazioni ad agire può essere solo una buona cosa, e le proteste del venerdì, insieme a nuovi movimenti come il Movimento del Sole e la Ribellione all’estinzione, devono essere accolti con favore. Come è lo slancio politico per un Green New Deal negli Stati Uniti e il Green New Deal internazionale.

Anche più è necessario, però. "Dovremo semplicemente buttare il lavello della cucina a questo. I cambiamenti politici come una tassa sul carbonio non lo faranno", sostiene Phil McDuff nel Guardian. "Abbiamo bisogno di rivalutare fondamentalmente il nostro rapporto con la proprietà, il lavoro e il capitale".




Ma per un reale cambiamento effettivo, McDuff sostiene, "Qualsiasi politica significativa deve sconvolgere la base di potere stabilita e la classe dei donatori politici. Qualsiasi politica che non sconvolga queste persone sarà inutile. Fare finta di poter scendere a compromessi mentre aspettiamo un proiettile magico e tecnologico che manterrà le temperature basse senza costare nulla è al di là di un’ignoranza intenzionale. È una questione di morale di base".

Come primo passo, dobbiamo rompere le obbligazioni e i legami finanziari tra l’industria dei combustibili fossili e quelli al potere. Dobbiamo allentare la presa del Big Oil e separare il petrolio e lo stato. Dobbiamo spingere i nostri politici a non prendere i soldi del petrolio.

Infatti, come afferma Bill McKibben: "l’aspetto più importante del declino delle compagnie di combustibili fossili potrebbe essere il corrispondente declino della loro influenza politica".




Dobbiamo ridurre questa influenza. Altrimenti sarà come al solito. Il bilancio di Donald Trump, che è stato appena rilasciato, "renderebbe la povertà più diffusa, aumenterebbe le disuguaglianze e le disparità razziali e aumenterebbe le fila dei non assicurati". Il budget taglierebbe i finanziamenti all’Agenzia per la protezione ambientale di oltre il 30 per cento.

Ma il cambiamento deve avvenire anche altrove. La fredda e dura verità è che milioni di americani sono ancora contenti di Trump e ignorano la nostra crisi climatica.

Un commentatore del Washington Post oggi ha sottolineato che Trump sembra essere in una spirale di tweet e comportamenti sempre più oltraggiosi, a cui molti si accontentano: "Sfortunatamente, la maggior parte dei Repubblicani sta bene con Trump, o dice di sì. Hanno tagli alle tasse e alcuni giudici non prendono atto della catastrofe, quindi la cosa importa se la presidenza è relativamente macchiata, la rabbia razziale cresce, la reputazione degli Stati Uniti nel mondo è danneggiata, la decenza e la verità oggettiva vengono cancellate, e nessuna delle nostre vere sfide (ad es. disuguaglianza, cambiamenti climatici)dovutamente considerate".




Alla luce di questa emergenza planetaria, siamo notevolmente aumentati ecco lo scopo di questa scheda annuale sulla finanza per i combustibili fossili. Nel 2016 siamo passati da un focus sul carbone ad analizzare anche la banca supporto per alcuni tipi di petrolio e gas. Eppure dato il lampeggiare avviso di luce rossa dall’IPCC l’anno scorso, così come il recente tempeste mortali, siccità e incendi che sono crudelmente visibili segni d’1°C di riscaldamento che abbiamo già sperimentato, questo rapporto ora analizza il supporto bancario per tutti i combustibili fossili. Quest’anno stiamo nuovamente analizzando il supporto delle banche private per le più grandi aziende in un certo numero di fossili problematici sottosettori carburante (quest’anno, compreso il fracking). Ma per il primo tempo, stiamo anche zumando a guardare i finanziamenti per oltre 1.800 aziende nei settori del carbone, del petrolio e del gas fossile globalmente negli ultimi tre anni. Queste società sono attive durante tutto il ciclo di vita dei combustibili fossili: esplorazione, estrazione, trasporto, stoccaggio e generazione di combustibili fossili di energia elettrica.




Guardando i prestiti a queste società, così come la sottoscrizione di emissioni azionarie e obbligazionarie, questo rapporto rileva che 33 grandi banche mondiali hanno versato 1,9 trilioni di dollari in combustibili fossili da quando è stato adottato l’accordo di Parigi. Anche per la prima volta, stiamo esaminando i finanziamenti bancari per un altro sottoinsieme dell’universo dei combustibili fossili: il massimo combustibile fossile società di espansione. Abbiamo identificato le 100 aziende i cui investimenti nella nuova estrazione di combustibili fossili, infrastrutture, e il potere vola più in alto di fronte al bisogno chiaro e urgente per avviare un declino gestito nell’uso di combustibili fossili. Queste le aziende - e le banche che le finanziano - portano la nostra crescente responsabilità morale per smettere di finanziarle e costruire nuove miniere di carbone e impianti, giacimenti di petrolio e gas e condotte. Questi nuovi rischi infrastrutturali che prolungano di decenni la durata di ‘fattibilità’ in settori la cui crescita è un cancro sul nostro pianeta. 




Le 33 banche in fase di revisione in questo rapporto ha finanziato questi ‘expander’ con $ 600 miliardi negli ultimi tre anni. Una ineluttabile scoperta di questo rapporto è che JPMorgan Chase è molto chiaramente il peggior banchiere del mondo dei cambiamenti climatici. La corsa non era nemmeno lontana: i $ 196 miliardi versati dalla banca combustibili fossili tra il 2016 e il 2018 è quasi un terzo più alto della seconda peggiore banca, Wells Fargo. Il massiccio peso economico dell'industria petrolifera e del gas degli Stati Uniti può essere facilmente visto nel fatto che i primi quattro banchieri di i cambiamenti climatici hanno tutte sede negli Stati Uniti - JPMorgan Chase, Wells Fargo, Citi e Bank of America. Con Morgan Stanley all’11° posto e Goldman Sachs al 12° posto, sei dei giganti bancari statunitensi sono tra le prime sporche dozzine di fossili banche; insieme, rappresentano un sorprendente 37%  del finanziamento globale dei combustibili fossili dopo l’accordo di Parigi adottato. Le banche canadesi RBC, TD e Scotiabank detiene anche la massima classifica, vale a dire solo tre dei 12 maggiori ‘fossili banchieri’ sono al di fuori del Nord America (Barclays , MUFG , e Mizuho). Anche se in un ordine diverso, 10 di quelle 12 ‘banche fossili’ sono anche i maggiori banchieri dell’espansione dei combustibili fossili.



E qui, JPMorgan Chase spicca ancora di più come il peggio del peggio: la banca $ 67 miliardi di finanziamenti per l’espansione negli ultimi tre anni era uno stupefacente due terzi più alto del secondo più grande banchiere di espansione dei combustibili fossili (Citi). Le banche devono transitare rapidamente da sporco a energia pulita. Questo rapporto non valuta il finanziamento bancario delle energie pulite. Mentre riconosciamo l’enorme importanza dell’accelerazione finanziare tecnologie pulite e apprezzarne molte giacché le banche hanno fissato obiettivi per finanziare questi settori, il clima la crisi richiede non solo che le banche colgano le molte opportunità per profitto nella rivoluzione dell’energia pulita, ma anche che lo siano pronti a ridisegnare radicalmente i loro modelli di business dal finanziamento di energia sporca. Il finanziamento pulito di queste banche è in ogni caso inondato dai volumi che incanalano in combustibili fossili. Mentre sosteniamo fermamente gli sforzi per ridurre la domanda di fossili i combustibili, limitare l’offerta ha anche un ruolo vitale da svolgere.  Spregiudicata l’espansione dei combustibili fossili che minaccia di bloccare ulteriormente il nostro combustibile fossile dipendenza e abbassa i prezzi dei combustibili fossili. 




Il fossile più economico sono i carburanti, più difficile sarà garantire la loro rapida sostituzione con alternative pulite. Inoltre, una giusta transizione per i lavoratori e comunità che attualmente dipendono dal combustibile fossile l’estrazione è molto più probabile in un declino gestito di estrazione e perforazione, piuttosto che consentire a queste industrie di affrontare chiusure improvvise dovute a cambiamenti delle politiche, fallimento del mercato o catastrofe climatica. L’accordo di Parigi richiede che i flussi finanziari siano "coerenti" con un percorso verso basse emissioni di gas serra.  Questa relazione del 2019 di finanza di combustibile fossile mostra che globalmente le banche private stanno chiaramente facendo fallire miseramente questo obiettivo - nonostante il fatto che molte di queste banche sostengano di sostenere l’Accordo di Parigi. Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, è forse il più ipocrita in questo senso, come ha dichiarato il suo sostegno all’accordo di Parigi e la sua opposizione ad il tentativo del presidente Trump di ritirarsi dall’accordo, mentre nello stesso tempo presiede una banca che finanzia il clima petrolifero che più di ogni altro inquina nel mondo, e che ha mostrato nessuna indicazione di avere piani per cambiare rotta.




Le statistiche di quest’anno presentano una nuova classifica che misura il finanziamento bancario per l’espansione dei combustibili fossili. La logica è semplice. I progetti esistenti di estrazione di combustibili fossili contengono già abbastanza carbonio per spingere il mondo oltre il clima concordato nei limiti. Sviluppo di fonti di combustibili fossili non sfruttate, indipendentemente da perforare nuovi giacimenti di petrolio o gas, scavare nuove miniere di carbone o costruire nuove infrastrutture come condotte per portare sul mercato i combustibili fossili, spinge il mondo oltre i limiti climatici e continua le violazioni dei diritti umani spesso intrecciate con queste industrie. Infatti, per soddisfare gli obiettivi climatici stabiliti, una parte delle riserve nei progetti esistenti dovranno essere lasciate nel terreno. L’analisi si basa sui bilanci di carbonio. La scienza del clima dimostra che le emissioni cumulative di biossido di carbonio (CO 2)nel tempo sono il principale fattore determinante di quanto globale si verificherà circa il riscaldamento, gli scienziati infatti hanno stimato il totale emissioni cumulative di CO2 che possono verificarsi per il nostro pianeta da riscaldare entro un determinato limite di temperatura. Questi totali cumulativi - che costituiscono un "bilancio del carbonio" - indicano un limite stabilito alla quantità di combustibile fossile che può essere estratto e bruciato senza compromettere irreversibilmente il clima globale obiettivi. Queste "sviluppate riserve" rappresentano il petrolio, il gas e il carbone con il combustibile fossile che le aziende hanno già investito nell’estrazione: necessariamente i pozzi sono (o sono stati) perforati, i pozzi scavati e l’infrastruttura correlata costruita. I risultati mostrano che questi progetti da sola spingerebbe il mondo ben oltre 1,5°C di riscaldamento e esaurirebbe anche un budget di carbonio di 2°C.




 Nonostante la chiara necessità di smettere di scavare, le compagnie di combustibili fossili continuare ad espandere il pool di combustibili fossili a cui hanno accesso e, quindi, il loro investimento nel clima futuro inquinamento. In tal modo, rischiano di far avanzare ulteriormente il clima crisi e/o, quando le emissioni sono alla fine limitate, creando caos economico da una chiusura improvvisa e non gestita di beni di produzione. Nella seguente classifica, classifichiamo le banche dietro la aziende che stanno investendo di più nell’espansione del combustibile fossile produzione dall’accordo di Parigi. L’elenco completo di questi100 aziende possono essere trovate a pagina 90. Include upstream società di estrazione progettate per produrre più petrolio e gas da fonti attualmente non sviluppate entro il 2050, gasdotto aziende che collegano alcune delle novità più prolifiche del mondo i giacimenti di petrolio e gas verso i mercati e le aziende chiave che pianificano nuove progetti per scavare e bruciare più carbone. Economia di base indicano chiaramente che il consumo di qualsiasi  prodotto è modellato sia dalla domanda che dall’offerta. Comunque l’obiettivo primario della mitigazione dei cambiamenti climatici è storicamente stato dal lato della domanda - al tubo di scappamento e camino - piuttosto che alla fonte. Nel frattempo, le emissioni continuano a salire. È più chiaro che mai che si manterrà un clima vivibile richiedono di limitare l’offerta e la domanda di combustibili fossili insieme. Questo approccio richiede niente di meno che gestire il declino della produzione di combustibili fossili. Il primo passo per iniziare sta nel porre fine all’esplorazione e sviluppo di nuove riserve di combustibili fossili. Le aziende nell’elenco di espansione, insieme a le banche che li finanziano, hanno bisogno di cambiare rotta immediatamente. Affrontare la crisi climatica richiederà un vecchio adagio: quando sei in una buca, smetti di scavare.




La società civile sta già ritenendo le banche responsabili per loro ruolo nel finanziamento del cambiamento climatico. Le banche hanno sempre più  affrontato con pubblicità negativa, interruzioni e attivisti risoluzioni alle loro riunioni annuali degli azionisti, pure come unità di disinvestimento da parte di singoli depositanti e miliardi di dollari fondi pensione. I loro rami e quartieri generali sono sottoposti a manifestazioni pubbliche di Popoli indigeni, ambientalisti e ONG che si oppongono al loro sostegno ai combustibili fossili.  Nella loro difesa dell’acqua, territorio e diritti, le popolazioni indigene continuano a montare le loro resistenza contro la produzione di combustibili fossili e infrastrutture e includere campagne di cessione delle banche in molte delle loro azioni. L’eco di Standing Rock, "l’acqua è vita", risuona in India Nazione. L’Alleanza del Trattato contro l’espansione di Tar Sands è stato firmato da 150 First Nations e Tribes in Canada e Stati Uniti e resistenza al fracking e ai gasdotti continua a crescere. 




La resistenza ispirata a Standing Rock non solo da parte delle popolazioni indigene, ma anche dalla società civile e ambientalisti a livello globale. Ha focalizzato l’attenzione pubblica no solo sui diritti degli indigeni, ma anche sugli investimenti bancari nei combustibili fossili produzione e infrastruttura. La percezione e l’importanza di questo movimento non può essere sottovalutato. Molti in civile società sono stati ispirati dai tradizionali punti di vista indigeni e pratiche di considerare le generazioni future e il benessere e integrità territoriale di Madre Terra, prima dei superflui bisogni degli umani. Sforzi per cui le istituzioni finanziarie sono legalmente responsabili! In un decisione storica, nel febbraio 2019, negli Stati Uniti la Suprema Corte ha ritenuto che l’International Finance Corporation (IFC) può essere citato in giudizio e ritenuto responsabile dell’inquinamento dell'aria! Il caso è nato da lamentele da parte delle comunità di pescatori indiane e gli agricoltori che hanno seguito la procedura di reclamo dell’IFC tramite l’Ombudsman IFC senza successo. Le crescenti catastrofi climatiche che minacciano il l’esistenza stessa dell’umanità sembra aver avuto poco o niente effetto sulla concentrazione di molte banche su loro stessi linee di fondo. Questo rapporto ha rilevato che le banche sono aumentate il loro finanziamento per i combustibili fossili dal momento che l’accordo di Parigi riflette che i responsabili di queste società dovrebbero essere di più preoccupato per il benessere delle generazioni future, compresi i propri figli e nipoti, che è così fondamentalmente legato al benessere della nostra Madre Terra.




Cosa devono fare le banche? Proibire tutti i finanziamenti per tutti i progetti di espansione dei combustibili fossili e per società in espansione estrazione e infrastruttura di combustibili fossili. Impegnarsi a eliminare gradualmente tutti i finanziamenti per l’estrazione di combustibili fossili e infrastruttura, su un timeline esplicita che è allineata con il riscaldamento globale limitativo a 1,5°C. Proibire tutti i finanziamenti per tutti i progetti in olio di sabbie bituminose, petrolio e gas artico, per acque ultra profonde petrolio e gas, petrolio e gas frantumati, gas naturale liquefatto e tutto aziende con operazioni o piani di espansione in questi sottosettori. Proibire tutti i finanziamenti per tutti i progetti nel settore dell’estrazione del carbone o del carbone, e tutto aziende con operazioni o piani di espansione in questi sottosettori. Rispettare pienamente tutti i diritti umani, in particolare i diritti degli indigeni popoli, compresi i loro diritti alla loro acqua e terre e il diritto di liberare, prima e consenso informato, come articolato nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene. Proibire tutti i finanziamenti di progetti e aziende che abusano dei diritti umani, tra cui i diritti degli indigeni. Le banche dovrebbero interrompere immediatamente tutti i finanziamenti per l’espansione di combustibili fossili, nonché per aziende e progetti che non riescono a farlo rispettare i diritti umani e in particolare i diritti degli indigeni. Il sottosettori specifici evidenziati in questo rapporto rimangono prioritari preoccupazioni. Le banche dovrebbero impegnarsi ad allineare il loro fossile complessivo politiche e pratiche del carburante con le emissioni più prudenti percorso dettagliato nel rapporto speciale IPCC, che richiede le emissioni dovrebbero essere quasi dimezzate entro il 2030 e ridotte efficacemente a zero entro il 2050. Le banche devono divulgare le emissioni finanziate, per le raccomandazioni del TCFD e allinearli con il percorso dell'IPCC per rimanere al di sotto di un aumento di 1,5°…..